Una recente ricerca di SPDR evidenzia i vantaggi di posizionarsi oggi sugli strumenti indicizzati all’inflazione dei Paesi emergenti. I bond index-linked (‘linkers’) sono stati usati a lungo per finanziare i mercati emergenti, dati i loro livelli di inflazione storicamente elevati. Data la potenziale attrazione dei rendimenti reali negli EM, anche se la politica monetaria dei mercati sviluppati inizia a normalizzarsi, SPDR ritiene che ora sia il momento per gli investitori di diversificare la loro esposizione ai bond EM, appunto attraverso linkers che proteggono dall’inflazione. I linkers hanno riscontrato un aumento di popolarità e ora costituiscono una parte significativa del debito emergente. Diversi Paesi sudamericani e Israele detengono la più grande proporzione di debito linker per via di periodi storici di iperinflazione dove furono obbligati ad emettere bond index-linked come unico modo per finanziarsi e ricostruire credibilità. La loro inflazione domestica è scesa molto, ma hanno ancora un grande ammontare di linkers, fornendo agli investitori un universo sufficientemente ampio in cui investire. Mentre i linkers EM offrono esposizione alle valute emergenti, l’attrattiva principale per molti investitori è il tasso reale, che è di circa 300 punti base più alto del tasso reale dei Paesi sviluppati. Il gap tra tassi reali EM e DM (sviluppati) è cresciuto grazie ai livelli aggressivi di QE e alla repressione finanziaria nei mercati sviluppati sulla scia della crisi finanziaria del 2008. I tassi nominali DM distorti hanno spinto i tassi reali in territorio negativo. Ci sono ora preoccupazioni che movimenti della Fed per normalizzare il bilancio e i tassi d’interesse, così come una possibile riduzione del Qe da parte della Bce, possano portare a un nuovo ‘taper tantrum’, simile a quello visto nel 2013. SPDR crede però che i cambiamenti nella policy dei DM saranno graduali ed ciò impedirà di impattare gravemente i bond emergenti; la grande differenza tra tassi reali garantisce ai tassi EM un supporto nel caso di aumento di volatilità nei tassi DM. La correlazione tra i linkers emergenti e i bond nominali è inoltre elevata per il rendimento derivante dal fattore cambio, mentre la correlazione media corrente per il rendimento del bond in valuta locale si attesta solo a 0.65. Quindi i linkers EM possono rappresentare un’opportunità per diversificare in modo efficiente le posizioni in obbligazioni emergenti, offrendo valore alle attuali condizioni di mercato. Sia nei Paesi che mostrano evidenti segnali di una più alta inflazione sia in quelli dove l’inflazione è attualmente su un trend decrescente ma potrebbe rafforzarsi. Ad esempio, nei Paesi dell’Europa centro-orientale si stanno già vedendo segnali di reflazione grazie ad una crescita più sostenuta e ad un mercato del lavoro più solido. Queste azioni segnalano che, se e quando i tassi d’interesse aumenteranno, la traiettoria probabilmente sarà graduale e crescita ed inflazione è probabile che sorprendano in crescita. Negli altri Paesi emergenti, come Brasile e Russia, le condizioni attuali stanno indicando un crollo inflazionistico seguito da una ripresa. I fondamentali domestici in molti Paesi sono migliorati dalla crisi finanziaria, come indicato dai dati positivi delle analisi di PMI. Inoltre, molti Paesi emergenti hanno introdotto stimoli fiscali e seguono politiche monetarie accomodanti. Il miglioramento del contesto, unito ad una policy monetaria di supporto, può tradursi in crescita economica e contribuire positivamente all’inflazione domestica. In questo tipo di contesto, vale la pena considerare il possibile valore e la protezione contro l’inflazione che i linkers EM possono fornire. Anche l’inflation breakeven sta segnalando che i linkers emergenti possono offrire valore. C’è attualmente discrepanza tra l’inflation breakeven (cioè l’inflazione attesa prezzata dal mercato) e i dati sull’inflazione che vengono previsti dai diversi Paesi. In questo momento si evidenzia un interessante punto d’entrata per investitori che cercano esposizione emergente con protezione dall’inflazione. Inoltre, per gli investitori preoccupati riguardo i rischi di sell-off, i linkers EM possono offrire un cuscino contro la svalutazione dei prezzi durante le fasi critiche delle valute emergenti. Questo avviene perché quando le valute emergenti calano, i prezzi domestici di beni e servizi importati aumentano, spingendo così in rialzo l’inflazione. Ad esempio in Turchia, tra ottobre 2016 e gennaio 2017, la lira turca è caduta contro il dollaro ma le attese riguardanti l’inflazione hanno raggiunto il picco, permettendo ai linker di sovraperformare i bond locali nominali. (riproduzione riservata)