
State Street Global Advisors (Ssga), in un recente report, fa notare che le aspettative di inflazione a breve termine (ad 1 anno) sono salite di altri 1,7 punti percentuali, portandosi al 6,7%, e sono aumentate di 4,1 punti percentuali da novembre 2024 a metà aprile 2025. L'ultima volta che sono state così alte bisogna tornare al 1981. Mentre le aspettative di inflazione sul lungo termine (5-10 anni) sono salite di 0,3 punti percentuali, portandosi al 4,4%, salendo di 1,2 punti percentuali da novembre ad aprile. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’àncora di salvezza per evitare la recessione è arrivata dal rinvio di 90 giorni della applicazione delle tariffe reciproche sui Paesi diversi dalla Cina.
Questa decisione è accolta con favore, ma secondo Ssga non è ancora sufficiente: l'ulteriore aumento delle tariffe statunitensi sulla Cina (al 145%) e delle tariffe cinesi di ritorsione sugli Stati Uniti (125%), infatti, non è uno “scherzo” e c’è da augurarsi un'attenuazione imminente che consenta lo svolgimento di negoziati significativi tra i due Paesi. In fin dei conti, il mondo ha bisogno degli Stati Uniti, gli Stati Uniti hanno bisogno del resto del mondo e tutti noi abbiamo bisogno del commercio. Le controversie commerciali stanno inasprendo l'umore dei consumatori e stano portando scompiglio nei dati sull'inflazione. L'indice preliminare del sentiment dei consumatori dell'Università del Michigan ha toccato il livello più basso dal giugno 2022, con cali descritti come “pervasivi e unanimi tra età, reddito, istruzione, regione geografica e affiliazione politica”.
IMPENNATA ASPETTATIVE DI INFLAZIONE

La componente delle aspettative è crollata di circa 30 punti da novembre, mentre le aspettative di inflazione sono salite ai massimi da molti decenni, come indicato inizialmente. Tali dati sono preoccupanti ma devono essere messi in prospettiva. Il piano tariffario rappresenta uno shock dei prezzi di proporzioni storiche, ed è probabile che i prezzi dei prodotti manifatturieri aumentino notevolmente.
Tuttavia, i consumatori potrebbero sottovalutare le pressioni disinflazionistiche che si sviluppano altrove, soprattutto nei comparti dell’energia e nei servizi discrezionali; una parte di questo fenomeno potrebbe manifestarsi anche in settori non discrezionali come l'edilizia abitativa, dove l'inflazione degli affitti è scesa al 4,0% annuo, il valore più basso da novembre 2021, con aspettative di ulteriore calo per la fine dell'anno. Guardando alle banche centrali, Ssga fa notare che il Fomc è in allerta sia per una crescita più debole che per un aumento dell'inflazione. Sono attesi 3 tagli dei tassi, il primo dei quali a giugno.
La Fed dovrebbe beneficiare di due-tre mesi di dati sull'inflazione relativamente benigni, che potrebbero consolidare il sostegno per un ulteriore abbassamento dei tassi, soprattutto se arriveranno prove di un ammorbidimento della domanda di lavoro. Guardando altrove, anche nel Regno Unito i dazi e l'aumento delle tasse sulle imprese previsto in aprile sono chiari venti contrari alla crescita. Tuttavia, poiché le esportazioni di beni statunitensi rappresentano solo il 2,2% del PIL del Paese, il Paese è meno esposto alla guerra commerciale rispetto ad altre economie.
Una quota di Etf obbligazionari inflation linked ha, quindi, tuttora senso, in quanto in grado di coprire dai rischi di una recrudescenza di tale problematica. Sul mercato sono a disposizione numerosi prodotti indicizzati, che guardano all’eurozona, al contesto globale o anche solo agli Usa ($ Tips). (riproduzione riservata)