Non tutti i prodotti passivi legati ai bond emergenti si sono comportati allo stesso modo durante il crollo innescato dalla pandemia, in quanto replicanti di indici costruiti in modo differente. Spdr mette a fuoco in un recente report Strategy Espresso la dinamica comparata di due indici largamente utilizzati dagli investitori, con l’obiettivo di comprenderne la struttura e i diversi comportamenti. Gli indici messi sotto la lente sono il Bloomberg Barclays EM Local Currency Liquid Gov. Bond e il JPM Global EM Gov. Bond. E’ innanzitutto interessante capire se per l’indice Bloomberg Barclays EM Local Currency Liquid Gov. Bond è stato più penalizzante l’effetto valuta – e quindi il deprezzamento delle divise in cui sono denominati i bond emergenti- o l’effetto prezzo, il crollo delle quotazioni delle obbligazioni per via della risalita dei relativi rendimenti a scadenza e dell’associato rischio di credito percepito dagli operatori di mercato. Il grafico in pagina evidenzia a tal proposito l’andamento dei due fattori appena indicati, per i singoli Paesi che compongono l’indice, dal 21 febbraio sino a 4 aprile, a cui si affianca il contributo univocamente positivo del rateo cedolare. Come si può osservare, il maggior contributo arriva dalle oscillazioni valutarie, che in diversi casi hanno sfiorato anche il 20% di deprezzamento in poche settimane, mentre l’effetto prezzo è stato più sobrio. Il contributo positivo offerto dalle obbligazioni cinesi emesse in renmimbi è elevato, diversamente dal pessimo comportamento delle emissioni del Sudafrica e del Messico. I bond governativi in renminbi si sono apprezzati in valuta locale e la divisa è rimasta stabile rispetto al dollaro, evidenziando un risultato assoluto positivo che ha aiutato l’indice Bloomberg Barclays a sovraperformare altri benchmark, come il JPM prima indicato, sottoesposti a tale fattore di rischio. I tagli dei tassi di interesse adottati dalla banca centrale cinese e la scelta aggressiva in termini di lock-down per la gestione del Covid19 hanno offerto sostegno alle emissioni cinesi, e il crescente utilizzo del renmimbi (o yuan) come nuova valuta di riserva internazionale ha fatto da ulteriore volano positivo. Spdr considera quindi l’obbligazionario governativo cinese come una importante fonte di diversificazione nell’ambito dei bond emergenti, e anche dalla sovraesposizione (6,6% nell’indice) di tale fattore deriva il 3,5% di extra-rendimento da inizio anno dell’indice Bloomberg Barclays rispetto al JPM (che si ferma all’1% circa di obbligazionario cinese). Inoltre, l’indice Bloomberg Barclays ha meno esposizione sulla Russia, a differenza del JPM, ed è più diversificato nell’area africana, dove JPM incorpora solo il Sudafrica. (Riproduzione riservata)