Nel recente report Strategy Espresso di SPDR si mettono in evidenzia imminenti cambiamenti in differenti benchmark di riferimento. Nel dettaglio vengono analizzate le importanti revisioni che toccano indici azionari calcolati da MSCI, dove alla fine di maggio sull’indice MSCI Emerging Markets verrà applicata la consueta revisione dell'indice semestrale. Come al solito, questo processo creerà una certa movimentazione nel paniere dell’indice, nel momento in cui alcune società vengono aggiunte ed altre rimosse in base ai criteri di inclusione adottati dall’index calculator. Questa revisione però è differente dalle altre, in quanto si tratta probabilmente del più grande ribilanciamento nella storia dell'indice, attivo dal 1988. MSCI stima che circa 1,9 trilioni di dollari di attività sono attualmente oggetto di benchmarking per l'indice di riferimento delle azioni dei mercati emergenti, e le modifiche tendono quindi a generano importanti flussi all’interno delle specifiche asset class. Un primo elemento su cui porre l’attenzione è l’inclusione dell'Arabia Saudita negli indici standard di MSCI. Con un peso iniziale di appena l'1,4% nell’indice, una volta completata l'inclusione durante il ribilanciamento di agosto, l'Arabia Saudita recupererà fino al 2,7% dell'indice, vale a dire l'ottavo singolo Paese più grande nel suo complesso. È probabile che questa inclusione iniziale porti a flussi a senso unico di circa 6,5 miliardi di dollari Usa nel contesto dei prodotti passivi. L’altro elemento potenzialmente disruptive per i flussi è legato all’aumento di inclusione a favore delle azioni cinesi di classe A. MSCI sta infatti continuando ad aumentare il livello di inclusione delle azioni di classe A cinesi nell'indice MSCI Emerging Markets, passando da un fattore di inclusione del 5% al 10%. Questo è equivalente a un passaggio dallo 0,8% nell'indice generale al 1,6%. Le stime indicano che ciò potrebbe portare a flussi unidirezionali nell’industria passiva per circa 3,8 miliardi di dollari, a seguito dell'inclusione. E nella prima parte dell’anno si è potuto vedere l’impatto in termini di performance degli indici azionari cinesi. Infine, un altro elemento di interesse risiede nella inclusione dell’Argentina negli indici standard di MSCI dei Paesi emergenti. Anche il Paese sudamericano entrerà infatti nei benchmark MSCI, sebbene per il momento con un peso poco significativo. L’Argentina rappresenterà solo lo 0,3% dell'indice MSCI Emerging Markets dopo il riequilibrio di maggio. (riproduzione riservata)