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I trend nel debito

Milano Finanza - Numero 158 pag. 34 del 11/08/2018

Milano Finanza Intelligence Unit

I trend nel debito

Invesco evidenzia come molti Paesi emergenti non presentino criticità sotto il profilo del debito, a differenza dell’ambiente sviluppato.

Invesco scatta la fotografia della dinamica del debito globale, offrendo suggerimenti di dove un investitore possa appoggiare il proprio denaro. Il peso del debito globale è crollato nel 2017, con notevoli diminuzioni in alcuni paesi. Ora che la BIRS ha pubblicato i dati relativi all'anno solare 2017, si è in grado di fare nuove valutazioni. La buona news è appunto che il peso del debito pubblico globale appare in declino, con il rapporto debito/PIL del settore globale non finanziario sceso dal 219,5% nel 2016 al 218,3% nel 2017 (utilizzando i tassi di cambio della parità del potere d'acquisto in dollari). L’anno scorso però il dollaro si è deprezzato nei confronti di molte valute, e questo significa che i livelli di debito nazionale sarebbe dovuti essere più alti se misurati in dollari americani, mentre se misurati in valuta locale sarebbero stati stabili. L’indice che misura il debito globale ha avuto una significativa crescita a partire dalla crisi finanziaria globale (sia con la parità dei poteri di acquisto che con i tassi di cambio di mercato), e la stabilità del debito delle famiglie è stata controbilanciata dall'aumento del debito pubblico e governativo. Il metodo basato sulla PPP rappresenta meglio, secondo Invesco, i trend dei sottostanti e questo è confermato quando si osservano i dati dei singoli paesi: su 25 paesi analizzati, 18 hanno evidenziato un declino del rapporto total-debt/PIL nel 2017. Il declino più evidente è in Olanda, Belgio e Spagna ma anche gli Stati Uniti hanno registrato un leggero calo. Il Giappone rimane il paese con il maggiore indice debito/PIL (373%) e i Paesi europei figurano fortemente tra i dieci più indebitati. Il debito è realmente un problema mondiale con alcuni Paesi emergenti, meno per altri. Il più grande movimento negativo interessa il Brasile. Gli sviluppi in Cina provocano un grande interesse, con il rapporto debito/PIL in aumento da 141.3% nel 2008 a 255.3% nel 2016. Il debito della Cina è vicino a quello degli Stati Uniti (251% circa); il rapporto debito/PIL negli Stati Uniti è rimasto stabile, da quando l'aumento del debito societario è stato compensato da riduzioni del debito pubblico e delle famiglie. Il grafico in pagina illustra anche come la composizione settoriale del debito varia da Paese a Paese. Il debito del settore privato é leggermente più alto di quello del settore privato, con il debito delle famiglie all'ultimo posto per importanza. I Paesi in cui il settore pubblico domina includono Giappone, Italia, Brasile ed Argentina. Il debito delle famiglie domina in Svizzera, Australia e Thailandia. In merito ai mercati emergenti, anche se un certo livello di debito può essere una cosa buona in quanto permette il trasferimento di fondi da chi ha risparmi a coloro che richiedono capitali, possiamo immaginare una serie di modi in cui livelli maggiori di debito possono portare a maggiori tassi di interesse e ad una minore crescita economica. Per prima cosa, maggiore é il peso del debito di chi presta i soldi, maggiore è la parte del loro reddito che deve essere usata per ripagare il debito; secondo, maggiore é la richiesta di fondi ai creditori e maggiore sarà il tasso di interesse richiesto e, infine, maggiore è il debito assunto da chi presta e maggiore é la probabilità che il rischio percepito sia più alto e quindi maggiore sarà la possibilità che il tasso di interesse applicato sia più alto. In questa chiave di lettura, la parte del mondo più sviluppata dovrebbe affrontare maggiori costi di interesse rispetto ai Paesi emergenti. Anche se i governi dei Paesi emergenti tendono ad avere minori debiti, rispetto alla controparte più sviluppata economicamente, essi sembrano obbligati ad offrire una maggiore resa reale del loro debito. Ciò suggerisce che i rendimenti dei mercati emergenti non siano giustificati fino in fondo, e spiega perché incorporino rendimenti potenziali maggiori. Le monete di alcuni Paesi emergenti hanno sofferto momenti di estrema debolezza. Ma ci sono molte economie emergenti per cui il finanziamento dei loro debiti esterni non é un problema: per Cina, Nigeria, Malesia e Thailandia era circa il 5% delle esportazioni e per India, Messico, Russia e Sud Africa era nel range del 10-20%. In conclusione, Invesco ritiene che il peso del debito globale rimanga un problema dei Paesi sviluppati, e il rendimento offerto dai Paesi in via di sviluppo sia relativamente generoso, offrendo più che una compensazione rispetto al rischio di tassi di inflazione più alti. Si ritiene che i mercati finanziari abbiano correttamente individuato una serie di Paesi emergenti che hanno crescenti problemi di finanziamento, ma non ci si aspetta che questo si trasformi in una crisi generalizzata dei mercati emergenti, che resta una asse class favorita. (riproduzione riservata)

 

 



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