Se è vero che la produttività aziendale aiuta ad ottenere performance finanziarie più robuste, a favore delle aziende migliori in termini di efficienza, è bene monitorare da vicino come si evolve e da cosa è alimentato il primo fattore. Per fotografare la situazione attuale e prospettica, ed ottenere indicazioni potenzialmente utili anche in termini di scelte di investimento, Vanguard adotta in un recente studio un processo alquanto originale. Analizzare le dinamiche in termini di innovazioni può permette l’estrazione di informazioni in merito ai settori e ai Paesi in cui la produttività è più probabile vada incontro ad una svolta, anche se con un certo lag temporale. Un elemento negativo da segnalare è il calo in termini di produttività globale osservato nell’ultimo ventennio, imputabile a fattori quali l’invecchiamento della popolazione e un utilizzo non ottimale, in diversi settori, della tecnologia. Ma Vanguard guarda ad un indicatore particolare, per tentare di capire cosa ci aspetta negli anni a venire. Il concetto di Idea Multiplier, ovvero il numero e la velocità di diffusione delle informazioni inerenti scoperte e brevetti, in ambito sia privato sia accademico, basandosi su un database di quasi due miliardi di paper. La convinzione è che la condivisione su scala mondiale di idee innovative (legate appunto a scoperte e brevetti) sia un ottimo anticipatore della crescita della produttività negli anni successivi, rispetto al momento in cui si scatta la fotografia. Il lag temporale si è osservato molte volte anche in passato, ad esempio invenzioni come l’elettricità, il telefono, etc hanno impiegato diversi anni prima di portare beneficio al sistema economico interessato. Gli analisti di Vanguard si sono focalizzati in particolare sul numero di idee brevettate, in quanto evidenziano il maggior impatto sulla successiva produttività aziendale rispetto alla mera ricerca. Dalle idee nascono così elementi di innovazione industriale, da cui deriva maggior produttività aziendale. Il database delle idee a cui è stato attinto è il Clarivate Analytics Web of Science, da cui è possibile estrarre informazioni in merito a quanto una idea di partenza si diffonde nel resto della comunità interessata a tale elemento di innovazione. Osservando la dinamica degli ultimi anni, si è osservata una vera e propria esplosione del Idea Multiplier, foriero di incrementi importanti di produttività nei settori coinvolti. Il topo player è il settore della genetica, ma anche le Energy smart grid, traffic recognition, fibre naturali, celle solari e cibernetici hanno visto tassi di diffusione di brevetti e idee molto importanti. Questo certo non è sufficiente per dire che i relativi titoli azionari voleranno come prezzi, ma quantomeno si ha una indicazione di dove attendersi un incremento dell’attenzione degli operatori di mercato e in ambito di R&D. Proiettando gli indicatori odierni, si può stimare un incremento della produttività aziendale dell’1,2% annuo nel prossimo lustro, che è il doppio rispetto alla media osservata nell’ultimo ventennio. Ciò avrà impatto sui salari e sullo stile di vita, vedremo se interesserà anche le performance azionarie. In termini geografici si segnala la supremazia di Usa e Giappone, ma la Cina sta recuperando molto velocemente il gap. La tecnologia ha inoltre cambiato il meccanismo di trasmissione delle idee brillanti: se negli anni 80 il rapporto era di una idea brillante verso 40 idee da essa derivate, oggi la proporzione è di 1 a 400. (riproduzione riservata)