
Nel recente Market Pulse di Goldman Sachs Am vengono messe in evidenza le dinamiche in atto a livello macroeconomico, con impatto sulle principali asset class di investimento. Dal settore tecnologico a quello commerciale, il 2025 è stato caratterizzato finora da profondi cambiamenti, che l’asset manager ritiene continueranno a determinare i temi di investimento per il lungo termine. A partire dall'intelligenza artificiale, che ha ancora il potenziale di trasformare l'economia, i mercati e le imprese, aprendo opportunità per gli investitori dai titoli azionari a grande capitalizzazione a quelli a piccola capitalizzazione, fino agli investimenti infrastrutturali.
La politica commerciale continua a rappresentare un ostacolo alla crescita globale per la seconda metà del 2025; negli Stati Uniti, i solidi bilanci del settore privato sono controbilanciati dal rallentamento dei consumi reali e dalla diminuzione della creazione di posti di lavoro, mentre in Europa Goldman Sachs Am resta cautamente ottimista, grazie alla ripresa fiscale in Germania e alla forza della Spagna.
In merito all’inflazione, i prezzi negli Stati Uniti stanno iniziando a mostrare i segni dell'impatto dei dazi (circa 20 punti base), una tendenza che continuerà a rafforzarsi nei prossimi mesi, anche se l'inflazione sottostante dovrebbe convergere verso il 2%. Nel frattempo, l'effetto dei dazi a livello globale potrebbe rafforzare le tendenze disinflazionistiche, poiché la minore domanda e l'eccesso di offerta fanno pressione al ribasso sui prezzi. Per quanto riguarda la politica monetaria, il Fomc dovrebbe tagliare i tassi di interesse a settembre e riprendere il percorso di normalizzazione della politica monetaria fino a un tasso finale del 3-3,25% per il 2026. Mentre la Bce potrebbe mantenere i tassi al 2% a settembre. La Bank of England, secondo Goldman Sachs Am, continuerà invece con un ritmo di allentamento monetario trimestrale fino a marzo 2026, potenzialmente più ampio e rapido di quanto previsto dal mercato.
Passando all’asset class azionaria, all'inizio della stagione degli utili del secondo trimestre il consenso stimava che la crescita dell'eps dell'S&P 500 avrebbe subito un rallentamento al 4% su base annua. Finora, le società statunitensi sono sulla buona strada per superare questa soglia bassa, e la stabilità della crescita degli utili potrebbe dare ulteriore sostegno alle quotazioni delle azioni. A livello globale, gli investitori si stanno concentrando sulle solide prospettive di crescita degli utili nel 2026. A loro volta, i fondamentali del credito restano solidi; sostenendo il potenziale di reddito, in particolare nei settori dei titoli cartolarizzati e ad alto rendimento, anche se la selettività è fondamentale considerando gli spread ormai piuttosto ridotti. Le dinamiche di mercato favorevoli hanno anche sostenuto anche i titoli high yield, grazie agli upgrade dei rating e alla migrazione delle emissioni obbligazionarie verso i mercati privati. In merito ai cambi, l’asset manager si aspetta un possibile ulteriore indebolimento del dollaro americano, anche se la sua posizione di valuta di riserva mondiale continua a sostenerne lo status di bene rifugio durante gli eventi di avversione al rischio.
In merito all'intelligenza artificiale, Goldman Sachs Global Investment Research prevede che nei prossimi dieci anni possa aumentare la produttività del lavoro del 15%, aggiungendo circa 7.000 miliardi di dollari al pil globale. Circa due terzi dei posti di lavoro negli Stati Uniti potrebbero essere integrati dall'AI, creando opportunità di aggiornamento professionale e una maggiore creazione di valore generato dall'uomo. Ci sono opportunità in tutte le capitalizzazioni di mercato e negli investimenti sia pubblici che privati, anche se la rivoluzione tecnologica può creare vincitori e vinti. Con l'evoluzione dell'AI, le opportunità si espanderanno dai produttori (Fase 1) all'infrastruttura necessaria per farla funzionare, alle aziende che possono utilizzarla per generare nuovi ricavi e, infine, all'ampio mercato che trarrà vantaggio dalla maggiore produttività.
L'infrastruttura sarà fondamentale, poiché i data center e le reti elettriche saranno potenziati per supportare l'adozione di massa. Gli investitori potrebbero anche trovare beneficiari nelle small cap che implementano agenti di Ia, oltre che nelle mega cap.
Goldman Sachs Am prova anche a stimare possibili punti di arrivo da qui a 12 mesi, per diverse asset class investibili. A partire dall’indice S&P 500, visto tra un anno a circa 6.900 punti, un buon allungo rispetto agli attuali livelli. In modo analogo, l’azionario europeo è visto in rialzo ma con meno potenzialità di performance (570 punti per lo Stoxx Europe), mentre l’azionario giapponese ed asiatico evidenzia interessanti spazi di upgrade (fino a 3200 punti per il Topix). In merito ai rendimenti sulle medie scadenze, il T-Bond decennale è visto tra 1 anno al 4,2%, appena sotto gli attuali livelli, mentre il Bund stessa scadenza potrebbe salire fino al 3,1%, portando a pressioni sui prezzi del sottostante. Il cambio euro-dollaro è visto a 1,25 tra un anno, il petrolio attorno ai 55 dollari (in forte calo rispetto ad oggi) mentre l’oro potrebbe essere l’asset più redditizio, anche rispetto alle azioni, salendo fino a 3.900 dollari l’oncia. (riproduzione riservata)