GS AM, attraverso il co-Cio fixed income Ashish Shah, suggerisce in un recente approfondimento agli investitori di non sbattere le palpebre in modo eccessivo. La pandemia derivante dal Covid-19 è un evento che impone cambiamenti radicali, come altre grandi crisi finanziarie del passato. Se la crisi finanziaria del 2008-2009 ha innescato un “new normal”, l’attuale pandemia ha dato il via in tempi rapidissimi a cambiamenti di enorme importanza, in ogni ambito della vita quotidiana. Ma questa condizione di enorme stress può essere vista anche come una grande accelerazione, da molti punti di vista. L’effetto in termini di accelerazione della pandemia sanitaria si è subito riflesso nei lockdown di molti Paesi, in risposte di Governi e istituzioni, per non parlare delle eccezionali dinamiche di mercato. Ma ci sono anche aspetti positivi a partire dai settori health-care e immobiliare, dagli sviluppi tecnologici, per arrivare agli investimenti con finalità sociali. La nuova crisi ha quindi dato una accelerata a tendenze già in essere ma che procedevano a passo lento, creando però anche nuovi trend. Ma gli investitori interessati a buoni rendimenti devono essere altrettanti veloci nel cogliere queste tendenze. C’è da considerare che l’economia Usa è in recessione e ci troviamo davanti a sfide economiche enormi, gravate da alta incertezza sui possibili percorsi dei classici indicatori. Ma da un punto di vista di scelte di portafoglio è cruciale che l’investitore guardi in modo oggettivo alle tendenze di lungo termine associabili a questa grande accelerazione. Shah ritiene che tra i fattori in tal senso più determinanti ci siano la velocità e la magnitudo degli stimoli fiscali e monetari adottati a livello globale. La Fed ha così messo in campo 3 mila miliardi di dollari, un valore più alto del Pil inglese per l’intero 2019, in meno di tre mesi. Mentre dopo la crisi 2008-2009 lo stesso istituto ha impiegato 5 anni per immettere nel sistema economico americano un ammontare simile di denaro. La Fed è in grado inoltre di mantenere compressi i rendimenti di mercato a lungo in caso di necessità, come già accaduto dopo la crisi del 2008-2009. E questo in passato ha favorito in modo evidente gli asset rischiosi, comprimendo il premio al rischio azionario e generando opportunità anche nel contesto dei bond speculativi. La prima parte della dinamica di forte recupero è già stata osservata sui mercati, in particolare nel contesto dei bond high yield Usa, ma il percorso di risalita potrebbe essere solo all’inizio se rapportato a quanto osservato negli anni 2009-2013. La Fed e le altre banche centrali stanno inoltre cercando di dare liquidità alle imprese e ai consumatori, e più veloce e concreto questo canale troverà applicazione più forte e convincente sarà il pattern di risalita degli asset finanziari. I mercati come si sa guardano sempre avanti, e le aziende di livello investment-grade Usa saranno in grado di raccogliere circa 1000 miliardi di dollari di liquidità dagli investitori. La rotazione a favore di asset rischiosi è già iniziata, sia a livello azionario, obbligazionario high-yield e emerging markets, anche se il percorso di crescita sarà molto accidentato. Il focus di breve termine dei mercati resterà su eventuali seconde ondate del Covid-19, ma chi guarda ai mega-trend più robusti deve fidarsi delle scelte di politica economica e monetaria, che non guardano alle dinamiche di breve periodo. Numerosi ambiti di investimento non rimarranno a sconto per molto tempo, secondo l’esperto. (riproduzione riservata)