Non ci sono solo la blockchain e i sottostanti legati alle criptovalute ad avere sbaragliato nel 2024. In testa alla classifica delle performance svettano, paradossalmente, sottostanti della old economy più datata, ovvero materie prime come il cacao e il caffè. Si tratta di movimenti difficili da sostenere sul lungo periodo, per via della ciclicità dei sottostanti che hanno a che fare con le commodities, mentre il vero punto di domanda è quanto sia sostenibile il percorso al rialzo delle criptovalute e delle azioni legate alla blockchain. Che sono i veri vincitori dell’anno appena terminato, distaccando notevolmente i rendimenti complessivi delle asset class classiche ad alto beta.
Il 2024 è, infatti, stato un anno dove chi ha scelto di difendersi con gli Etf ha sbagliato. Gli Etf ancorati alle azioni che sfruttano il mondo delle criptovalute hanno espresso performance più che doppie rispetto ai sottostanti azionari più volatili. Un altro elemento degno di nota è l’ottima performance delle banche italiane, acquistabili anche in termini di Etf settoriali, seguite da vicino dalla tecnologia statunitense e dai panieri che racchiudono i semiconduttori. Guardando alle scelte azionarie tematiche, spicca la gran volata dei titoli azionari legati alla difesa (sulla scia delle guerre e delle aspettative di aumento dei budget militari un pò ovuqnue), al cloud computing e all’intelligenza artificiale (tematiche tra loro correlate) e all’uranio e energia nucleare.
Molto bene anche i titoli finanziari in generale, affiancati dallo stile momentum (titoli in forte tendenza) e dai gold e silver miners, le azioni delle società che estraggono oro e argento; infine, molto bene anche il private equity acquistabile tramite gli Etf. La delusione interessa principalmente un fenomeno che è sulla bocca di tutti, ovvero la transizione energetica e gli investimenti ad essa correlati; gli Etf legati alle azioni dell’energia pulita, dell’idrogeno e anche il gas naturale incassano, infatti, cocenti discese di prezzo. Anche l’America Latina, in termini di sottostanti azionari, ha deluso, in primis Paesi come il Brasile e il Messico. Guardando all’asset class obbligazionaria, la ricerca di rischio ha favorito in particolare le emissioni ibride, i bond high yield e diversi sottostanti emergenti, espressi in dollari ma anche in valuta locale. Scarso valore invece dai titoli di Stato dei Paesi occidentali. (riproduzione riservata)