Milano Finanza - Numero 055 pag. 47 del 19/03/2022
Il terreno è fertile per il trading di commodities. La gamma di ETC di Societe Generale permette di cavalcarne rialzi e ribassi, anche a leva. Con queste accortezze
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Sono bastati meno di due anni perché la profezia dei produttori di petrolio si realizzasse, una sorta di anatema verso coloro che avevano spedito le quotazioni dei future sul petrolio sotto zero. Nell’aprile del 2020 il future sul Brent batteva infatti prezzi negativi, mentre oggi le quotazioni si sono portate per un po' ben oltre 130 dollari al barile (prima di scendere nuovamente sotto i 100 dollari, livello comunque ben superiore ai prezzi pre-guerra), alimentate sia da fattori congiunturali e sia da fattori esogeni. I primi legati alla robusta crescita mondiale espressa negli ultimi due anni, nonché all’inflazione galoppante. I secondi derivanti dal conflitto in Ucraina e dalle sanzioni e reazioni ad esso collegate, nonché dall’avvio del processo di transizione energetica. In questo scenario il petrolio si conferma tra i migliori asset per la diversificazione del portafoglio, in grado di fungere persino da copertura contro gli eventi estremi come quello vissuto nelle ultime settimane. Il fatto che sia quotato in dollari esalta questo aspetto, visto che il biglietto verde funge storicamente da bene rifugio in contesti di forte incertezza. Tuttavia, la volatilità tradizionalmente molto elevata sottolinea che il petrolio non è un sottostante adatto a tutti. Anche perché, per poterlo mettere in portafoglio, è d’obbligo il ricorso a strumenti finanziari che a loro volta si appoggiano ai contratti future sul petrolio assunti come sottostante: l’inconveniente classico in grado di intaccare le performance di ampio respiro è il contango, una situazione di mercato che vede il future con scadenza più ravvicinata (che funge da sottostante fino al momento di roll-over) quotare a prezzi più bassi rispetto a quello con scadenza successiva (che verrà assunto come sottostante dopo il roll-over), situazione che evidentemente gioca a svantaggio dei possessori di strumenti finanziari long sul petrolio nel medio periodo. Non è un caso che la gran parte degli investitori utilizzi il petrolio in ottica di breve termine, cercando di cogliere gli elementi che possono far scattare subito i prezzi al rialzo o al ribasso (per esempio il dato settimanale sulle scorte Usa, oppure un meeting Opec).
Proprio in virtù di questo la gamma di ETC di Société Générale è dedicata a coloro che vogliono affacciarsi alle materie prime, declinando i prodotti quotati in una fitta offerta in termini direzionalità (rialzista o ribassista) e eventualmente di leve finanziarie. Sul petrolio l’offerta di SG contempla tanto il Brent (estratto nel mare europeo del Nord) quanto il Wti (di origine statunitense): l’operatività rialzista o ribassista è praticabile senza alcun utilizzo della leva, che innesca meno problematiche nel medio periodo, oppure con una leva che può arrivare ad amplificare fino a tre volte i risultati dell’operazione, nel bene o nel male. Da sottolineare il fatto che gli strumenti sono fatti per restituire la performance giornaliera del sottostante, moltiplicata per la leva. Questo innesca la problematica del compounding, tanto più insidiosa quanto maggiore è il periodo di mantenimento in portafoglio del prodotto finanziario: quando l’orizzonte temporale dell’investimento è superiore a un giorno, non c’è infatti la reale coincidenza tra l’andamento del sottostante moltiplicato per la leva e la reale performance del prodotto finanziario a leva. Più è alta la leva e più tale effetto incide sui prezzi del prodotto finanziario, un fenomeno peraltro ampiamente conosciuto dai trader che per questo motivo, assieme all’effetto contango in cui si trovano spesso i future, orientano le operazioni in un’ottica temporale più breve possibile, tanto più breve quanto più è alta la leva utilizzata.
Brent future
La gamma di ETC di SG comprende anche altre materie prime, come l’oro, l’argento e il rame. Oro e argento sono adatti a chi cerca sottostanti decorrelati dai mercati azionari, anche con funzione di hedging contro i rischi estremi; la gran volata delle ultime settimane conferma la funzione di copertura dell’oro, al test dei massimi storici, in grado di trarre energia anche dal rafforzamento della divisa Usa essendo trattato in dollari per oncia. Il rame è invece un metallo industriale, anch’esso reduce dal test con i record, particolarmente sensibile al ciclo economico mondiale, su cui SG offre le leve +3 e -3. (riproduzione riservata)