Nel recente Investment Outlook di Invesco, attraverso le parole di Dan Draper, Global Head di Invesco ETFs, si mettono in evidenza i temi a cui porre attenzione per l’anno appena iniziato, associando anche i prodotti passivi più adatti per seguire tali tematiche. Draper intravede nuovi rischi all’orizzonte per gli investitori azionari e obbligazionari, da un lato dovuti all’indebolimento della dinamica di crescita degli utili societari, dall’altro per via della pluriennale tendenza al rialzo dei tassi d’interesse. Ma per Invesco ci sono a disposizione differenti strategie che possono rivelarsi utili per gestire tali problemi. In merito all’azionario, l’indebolimento della dinamica degli utili dovrebbe ad esempio favorire le strategie smart beta che guardano ai titoli a bassa volatilità e di elevata qualità. Invesco prevede che l’impatto dei tagli fiscali attuati da Trump si attenuerà, la stretta monetaria continuerà, il ciclo delle scorte diventerà meno favorevole per la produzione e l’effetto ritardato del rafforzamento del dollaro eroderà la redditività. I dazi e le tensioni commerciali Cina-USA rappresentano a loro volta un elemento di incertezza per la redditività. Tutto questo è probabile si traduca in un incremento della volatilità, anche per via degli aumenti dei tassi operati dalla Federal Reserve. Alla luce di ciò, siamo convinti che i fattori bassa volatilità e qualità possano esprimere performance relativamente soddisfacenti in tale contesto. Sul versante dei mercati emergenti Draper crede che si profilino potenziali fattori positivi, e che le strategie ponderate su base fondamentale siano in grado di fare meglio del mercato. La nuova leadership politica in Brasile rafforza le previsioni di privatizzazioni e riforme economiche favorevoli, la Cina lavora per stimolare la propria economica con misure fiscali quali tagli delle imposte, gli investitori che temono l’impatto delle sanzioni hanno probabilmente già abbandonato il mercato azionario russo e la struttura fiscale russa appare solida (sebbene permangano tensioni geopolitiche). In merito al contesto fixed income, il rischio di tasso d’interesse è l’elemento principale da considerare. La solida crescita economica statunitense, in combinazione con il miglioramento della crescita salariale e la bassa disoccupazione statunitense, supporta la previsione che la Federal Reserve manterrà il ritmo graduale di aumenti dei tassi d’interesse a breve termine nel corso del 2019. Nel tratto a lungo termine della curva dei rendimenti, ci aspettiamo una continuazione del 2018, con i tassi d’interesse USA a lungo termine che potrebbero continuare a salire sulla scia di pesanti emissioni da parte del Tesoro USA; mentre in Europa i tassi potrebbero gradualmente aumentare a mano a mano che la BCE riporta lentamente i livelli dei tassi d’interesse al di sopra dello zero. In questo scenario un fattore di rischio aggiuntivo risiede in un ulteriore rafforzamento del dollaro USA nel 2019, con particolare impatto sulle economie dei mercati emergenti diventate estremamente dipendenti dai finanziamenti in dollari. Inoltre un dollaro forte costituisce un fattore sfavorevole sia per gli utili societari USA generati all’estero che per l’inflazione interna. In termini di strumenti di investimento, una potenziale soluzione per gestire tale rischio è effettuare investimenti obbligazionari scalari usando fondi obbligazionari con scadenze definite. Un investimento obbligazionario scalare è un portafoglio di obbligazioni (investment-grade, societarie ad alto rendimento, dei mercati emergenti) che scadono a intervalli scaglionati nell’arco di un range di date prestabilite. Se i tassi continuano ad aumentare, i proventi di ogni serie di obbligazioni in scadenza possono essere reinvestiti in obbligazioni con una scadenza più lunga a tassi più elevati. Una volta raggiunta la data di scadenza, l'Etf BulletShares restituirà il patrimonio netto ai propri azionisti. Gli Etf a scadenze definite (o BulletShares) rappresentano una nuova gamma di prodotti obbligazionari, purtroppo non ancora presenti in Europa e derivanti dall’acquisizione di Guggenheim in USA. Un’altra soluzione utile per attenuare l’impatto della volatilità valutaria sui portafogli obbligazionari è mantenere i portafogli di obbligazioni internazionali denominate in dollari USA. (riproduzione riservata)