
Anche in Italia continua a salire l’offerta di Etf a gestione attiva e Pierre Debru, Head of Quantitative Research & Multi-Asset Solutions di WisdomTree Europe, si chiede se questi strumenti possono costituire una vera innovazione di prodotto o se invece siano sono solo una moda passeggera. Per comprendere le ragioni di fondo di questo successo commerciale sulla bocca di tutti, è utile effettuare un back to basics per capire da dove arriva l’affermazione degli Etf. All'inizio degli anni '90, il successo crescente dello strumento è stato determinato dal fatto che rappresenta un contenitore più efficiente e trasparente, superiore sotto molti aspetti ai fondi comuni di investimento, e perché ha dato vita a un nuovo modo di investire, ovvero l'investimento passivo a baso costo. Ma il fatto che gli Etf abbiano introdotto contemporaneamente tali innovazioni ha portato gli investitori a confondere immediatamente gli Etf con l'investimento passivo.
Trent'anni dopo, questa confusione persiste e gli Etf attivi si presentano come qualcosa che, di fatto, non dovrebbe esistere: l'associazione di due opposti. Ma, prosegue Debru, l’Etf è in realtà solo un contenitore, molto efficiente e con molti vantaggi. La strategia sottostante può consistere in un benchmark di mercato, in un approccio sistematico basato sui fondamentali, in un approccio smart beta, in un metodo di gestione attiva o in una combinazione di queste opzioni. Dall'inizio degli anni 2000, gli investitori possono investire in Etf “non passivi” in grado di sovraperformare il mercato e di seguire strategie quantitative o basate sui fondamentali. Alla luce di questo contesto, gli Etf attivi risultano già meno inediti e innovativi.
Secondo le ultime stime, gli Etf non attivi domiciliati in Europa sono circa 2500 e consentono agli investitori di accedere a un'ampia gamma di asset class, aree geografiche, settori, temi e strategie. Quasi tutti i processi d'investimento ben strutturati possono essere riassunti sotto forma di indice e forniti agli investitori attraverso un Etf, ed è proprio quello che i gestori patrimoniali hanno fatto negli ultimi 20 anni. Per molti, gli Etf attivi sembrano l'unico modo per investire in un Etf con il potenziale di sovraperformare il mercato, ma non è così: gli investitori hanno a disposizione centinaia di Etf tra cui scegliere, strutturati in modo sistemico e in grado di generare una performance superiore a quella del mercato.
Inoltre, gli Etf attivi non sono tenuti a divulgare quotidianamente i loro costituenti e possono occultarli agli investitori, e quindi sono meno trasparenti, e sono anche esentati dal seguire un indice. Debru fa anche notare che in questa fase, in Europa, gli Etf attivi devono ancora essere completamente trasparenti tranne in Francia. Tuttavia, se ciò che accade negli Stati Uniti può essere utilizzato come guida per ciò che accadrà in futuro, la probabilità che gli Etf attivi “semitrasparenti” o “non trasparenti” vengano autorizzati anche in Europa è relativamente alta. In tal caso, molti Etf attivi potrebbero diventare meno trasparenti con le loro partecipazioni nel corso del tempo.
Gli Etf attivi rappresentano, quindi, un modo con cui i gestori patrimoniali ben consolidati e dediti alla raccolta di titoli possono trasferire in un contenitore “cool” quelle strategie che per decenni hanno assorbito risorse. Dopotutto, non c'è da stupirsi che molte società attive stiano cercando di catturare un po' della magia degli Etf. Le pressioni esercitate dai gestori patrimoniali tradizionali affinché vengano allentate le regole di trasparenza sugli Etf ne sono una prova evidente. Le strategie di stock picking legate agli Etf sono spesso vino vecchio in una botte nuova.
Infine, l’esperto di WisdomTree segnala che essendoci gestori di fondi attivi in tutte le asset class, è molto probabile che ci saranno Etf a gestione attiva nella maggior parte degli ambiti. Le materie prime restano tuttavia un'eccezione, poiché le norme Ucits impongono la detenzione diretta di futures su materie prime limitando la capacità dei gestori nell’implementare strategie attive. (riproduzione riservata)