I mercati emergenti restano un ottimo tema di investimento, a maggior ragione in un momento in cui Wall street inizia a vacillare. Tra le differenti sfaccettature del vastissimo mondo emergente spiccano l’India e la Cina e per Antonio Sidoti, director sales at WisdomTree Europe, un modo intelligente per sfruttare le prospettive di crescita di tali colossi è attraverso prodotti smart beta, in grado di mitigarne i rischi. Viktor Nossek, Direttore della Ricerca di WisdomTree, specifica a tal proposito che “la Cina a febbraio ha registrato, a sorpresa, un deficit commerciale di oltre 9 miliardi di dollari, il primo degli ultimi tre anni, dovuto principalmente all’aumento dell’indice dei prezzi alla produzione. La quantità di merci importate è anch’essa cresciuta, con la Cina che sta rafforzando il proprio piano di spesa in deficit per assorbire il rallentamento delle spese per capitale del settore privato e stabilizzare la crescita. Per quanto riguarda la possibilità che la propaganda protezionista di Trump possa aggravare tale situazione, risulta improbabile che la retorica di Trump si trasformi in mosse ufficiali, considerati gli enormi rischi per i rivenditori e i produttori statunitensi che fanno leva su importazioni a basso costo per rimanere competitivi. Il problema, per la Cina, potrebbe invece risiedere nella necessità per Pechino di effettuare profonde riforme strutturali, attualmente già in fase di implementazione. Ma l’opera di riequilibrio sarà una lenta transizione, dal ridimensionamento del carbone, del settore minerario e della fascia bassa della catena di valore nella produzione, all’ampliamento e l’aggiornamento delle infrastrutture, dell’energia sostenibile e pulita, delle tecnologie (e della loro commercializzazione) e del settore dell’istruzione”. WisdomTree offre a tal proposto un prodotto legato all’indice S&P500 China, che rispetto ad altri benchmark legati alla Cina continentale esprime alcune peculiarità. Come ad esempio un peso dei finanziari al 23% rispetto al 35% del CSI300, mentre il settore IT conta per ben il 17% del paniere rispetto al 9% del CSI300. L’allocazione in termini di area geografica e valuta è inoltre segmentata per il 55% in Cny, per il 35% su Hong Kong, con quote residuali di Singapore e dollaro Usa (principalmente azioni listate al Nasdaq e al Nyse). Si ottiene così, anche grazie al paniere molto diversificato come numero di titoli, un benchmark che esprime una volatilità prossima al 23%, rispetto al 27% circa del Ftse China 50. Il tema India è invece cavalcabile con volatilità sotto controllo attraverso il prodotto WisdomTree India Quality. WisdomTree crede che in un contesto di mercato impegnativo l'India sia la sola grande economia accessibile che si prevede possa crescere quanto meno del 7% nei prossimi anni, ed è da sempre sostenuta dai consumi interni.
I livelli di debito sono sostenibili e la spinta dei dati demografici è molto elevata: entro il 2050 si prevede che la forza di lavoro indiana cresca dagli attuali 674 milioni a 940 milioni. La crescita dell'India è in gran misura alimentata da una classe media in rapida crescita e dai consumi interni. Il governo Modi sta infine per attuare quella che potrebbe essere la più grande riforma fiscale di tutti i tempi, trasformando l’intera nazione in un unico grande mercato e la pianificazione finanziaria sta accelerando la crescita di consumi, infrastrutture e digitalizzazione. La banca centrale indiana ha combattuto con successo l'inflazione e che si è adesso schierata a favore della crescita con una politica monetaria accomodante. Insomma ci sono tutte le condizioni perché gli investitori possano incassa reimportanti rendimenti in ottica di medio termine. (riproduzione riservata)