Nell’aggiornamento mensile sui flussi ETF di BlackRock-iShares si evidenziano diversi elementi di interesse. Nel mese di marzo l’industria globale degli ETP ha registrato tre nuovi record a livello di flussi mensili, trimestrali e di ritmo di crescita da inizio anno. La crescita del settore è pari al 22% rispetto al 13% del 2016, mentre il ritmo di crescita da inizio anno è di 2,5 volte rispetto ai primi tre mesi del 2016. A livello globale gli ETP hanno raccolto 64,8 miliardi di dollari, registrando nuovi massimi storici a livello di flussi periodali. L’azionario Usa ha guidato i flussi globali, mentre il dollaro più debole ha sostenuto l’interesse nei mercati emergenti. Infine anche i flussi sul reddito fisso si confermano consistenti. Patrick Mattar (iShares) segnala a tal proposito quali sono stati principali driver di mercato. Per il sesto mese consecutivo i flussi positivi verso i fondi azionari domiciliati in Europa hanno superato quelli registrati a livello di reddito fisso, archiviando il quinto migliore mese di sempre per gli afflussi verso i titoli azionari. Gli afflussi sul debito dei mercati emergenti sono stati pari a 1,3 miliardi di dollari, raggiungendo la massima raccolta mensile tra le diverse categorie del reddito fisso. Sia i fondi in valuta locale sia quelli in valuta forte hanno registrato flussi significativi, grazie al rendimento attraente. Sempre nel contesto emergente, anche gli ETF azionari hanno registrato forti afflussi. Inoltre, gli investitori europei hanno incrementato le partecipazioni in ETP sull’oro, raggiungendo quasi un miliardo di dollari di flussi positivi a marzo. Parallelamente, Vincenzo Sagone, Responsabile ETF & Indexing Business Unit di Amundi SGR, segnala che i sottostanti azionari rappresentano due terzi della raccolta complessiva, con oltre 19 miliardi di euro di flussi in entrata nel corso primo trimestre del 2017. Gli Etf azionari US sono passati al comando con una raccolta di oltre 2,9 miliardi di euro, mentre i flussi sull’azionario eurozona hanno accelerato per una serie di motivi. In primis indicatori economici positivi (occupazione, crescita, inflazione), aspettative di rialzo degli utili, dopo aver toccato il livello più basso nel 2016, una valutazione particolarmente attraente rispetto ai livelli storici. All'interno dell'universo smart beta è stato proprio il livello di valutazione che ha portato ad un grande afflusso di capitali verso il fattore Value, salito di oltre 1,5 miliardi di euro da inizio anno. Un altro trend più recente ha a che fare con le società Small e Mid Cap, grazie ad una propensione al rischio in aumento. Infine gli investitori alla ricerca di rendimento hanno selezionato gli ETF esposti ai titoli governativi dei paesi emergenti, mentre all'interno dei paesi sviluppati si sono osservati due trend. Nell’ambito delle obbligazioni corporate, gli Etf esposti alle obbligazioni a tasso variabile hanno attratto la maggior parte dei flussi, ovvero 1,7 miliardi di euro, in quanto gli investitori desiderano beneficiare del rialzo dei tassi di interesse; mentre, per quanto riguarda i titoli di Stato, gli investimenti sono confluiti principalmente verso i prodotti legati all'inflazione, con afflussi pari a 1,4 miliardi di euro nel primo trimestre. (riproduzione riservata)