Il tema ESG, ovvero degli investimenti socialmente responsabili, prende sempre più piede nel mondo degli investimenti attivi e a replica passiva. Una sfida che l’industria ha davanti a sé consiste nel riuscire ad applicare i filtri ESG a sottostanti obbligazionari ed emergenti, in quanto nell’azionario dei Paesi sviluppati non ci sono particolari problematiche in merito. BNPP AM è da tempo attiva sul fronte ESG, anche attraverso gli Etf attraverso il brand BNPP Easy, ed è convinta che non esista più una netta distinzione tra mercati emergenti poveri, che convergono verso lo status industrializzato lentamente, e mercati emergenti che vengono promossi a Paesi sviluppati. BNPP AM adotta una valutazione composita per ognuno dei novanta Paesi emergenti, invece dell’uso di liste di inclusione o esclusione, per determinare l’esposizione dei portafogli. Molti investitori non sono ancora molto propensi all’idea di utilizzare i criteri ESG per investire sui mercati emergenti. Solo un decennio fa, la maggior parte dei Paesi in condizioni difficili (politiche, sociali o economiche) registravano redditi bassi, ma oggi questa situazione è decisamente migliorata con gli indici sullo sviluppo umano e le altre metriche che dimostrano un significativo progresso. In prospettiva, alcuni dei paesi più poveri con le peggiori valutazioni ESG potrebbero così evidenziare importanti miglioramenti. Senza dubbio, diversi mercati emergenti partono da una base bassa in termini di efficienza ambientale, salvaguardia dei beni sociali e miglioramento delle istituzioni governative, ma BNPP AM crede che saranno proprio questi i Paesi con maggiori bisogni di investimenti responsabili nel lungo termine per stimolare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Questi Paesi nascondono di riflesso il miglior insieme di fattori adatti a generare nel lungo termine crescita e rendimenti per gli investitori pazienti. Le tendenze demografiche e una crescente classe media in molti di questi mercati stanno generando un aumento della domanda di beni di consumo, infrastrutture, servizi e agroindustriali, che offrono nuove opportunità per gli investitori. Alcuni Paesi emergenti stanno evolvendo in una direzione positiva, con un miglioramento degli standard di vita, altri stanno regredendo, con il deterioramento delle traiettorie politiche e un peggioramento della qualità della vita. In questo contesto, i principi ESG possono aiutare a separare il grano dall’involucro esterno, guardando al successo di lungo termine orientato all’alpha. In questo senso, investire nei Paesi emergenti non significa solo trovare i mercati migliori, ma anche evitare i peggiori. La sostenibilità a lungo termine, per BNPP AM, è sinonimo di minimizzazione di una crisi o potenziali esplosioni di bolle. Ad esempio tra i più elevati livelli di sostenibilità ESG spiccano attualmente Paesi emergenti come l’Uruguay, il Cile, la Grecia, la Polonia, l’Ucraina, la Giordania e le Filippine. Al contrario, tra i Paesi con possibilità di rinegoziazione del debito spiccano il Congo, il Venezuela, il Mozambico, che attualmente si collocano in posizione molto sfavorevole negli screening ESG, e solo l’Angola evidenzia un posizionamento complessivo ESG ancora più sfavorevole. Infine, si segnala che gli investitori sono diventati scettici nei confronti delle liste di esclusione e stanno cercando un’implementazione più innovativa e più personalizzata della ricerca ESG. (riproduzione riservata)