Sebbene il mercato azionario statunitense continui a sovraperformare gli omologhi europei da diversi anni, ETF Securities resta convinta che ci si trovi ora ad un punto di svolta. La sovraperformance dei listini Usa è infatti spiegabile attraverso le politiche monetarie accomodanti adottate dalla Fed dai tempi della crisi del 2008-2009, il dinamismo degli utili aziendali e l’innovazione tecnologica. Ma nonostante gli ostacoli di natura politica l’Europa appare sul punto di voltare pagina, grazie ad un contesto economico più favorevole che inizia a ripercuotersi sulla redditività delle aziende. I settori manifatturiero e servizi evidenziano nell’eurozona un’attività più robusta rispetto agli Stati Uniti, e nel quarto trimestre 2017 la crescita del PIL dell’area euro (2,7% a/a) ha superato quella statunitense (2,4% a/a) per l’ottavo trimestre consecutivo, principalmente grazie alla domanda esterna. L’eurozona avrà bisogno di diversi anni di crescita superiore al trend per assorbire la capacità in eccesso nell’economia, e per questa ragione l’aumento dell’inflazione sarà probabilmente graduale, a differenza degli Usa. Per il momento, la capacità inutilizzata nel mercato del lavoro dell’eurozona giustifica una normalizzazione più lenta della politica monetaria. La probabile conseguenza di questa previsione è che la Fed attuerà una restrizione monetaria molto più velocemente rispetto alla BCE. La stagione dei risultati del quarto trimestre è stata molto favorevole sia negli USA che in Europa, con il tasso di crescita medio degli utili pari rispettivamente al 14% e al 37%. I settori europei più brillanti nel quarto trimestre 2017 sono stati energia, materiali di base, servizi finanziari e beni di consumo; guardando avanti, la traiettoria positiva dell’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) dell’eurozona, indica che i margini di profitto europei dovrebbero evidenziare un’ulteriore espansione. Il principale contributo alle revisioni al rialzo delle previsioni proviene dai settori dell’energia e dei materiali. Le azioni dell’eurozona quotano peraltro a sconto rispetto a quelle statunitensi. Il P/E corretto per il ciclo economico (CAPE), a 22 volte gli utili in Europa, presenta attualmente uno sconto del 13% rispetto quello statunitense (25x), nonostante la recente correzione. I dividend yield più elevati offerti dalle aziende in Europa (3,3% contro l’1,9% degli Stati Uniti) costituiscono infine una ragione in più per investire in azioni europee, da cui si convalidano le aspettative che l’Europa riesca finalmente a colmare il divario con le azioni Usa nel corso dell’anno. (riproduzione riservata)