
In una recente analisi, gli analisti di Jpm Am mettono sotto i riflettori le dinamiche dei fattori di stile azionari a livello globale. Nel quarto trimestre i fattori di stile azionari hanno registrato in media una performance positiva, riflettendo un contesto di mercato complessivamente favorevole in cui molte asset class hanno toccato o superato i massimi storici. In ottica intermarket, le azioni hanno continuato a salire a livello globale, con una leadership particolarmente marcata nei mercati sviluppati internazionali, mentre gli spread creditizi si sono compressi fino a livelli estremamente contenuti. Anche gli asset rifugio, come i titoli di Stato e i metalli preziosi, hanno messo a segno trimestri molto forti, con oro e argento protagonisti di una delle migliori performance degli ultimi decenni.
Tra i fattori azionari, si sono osservati rialzi diffusi in quasi tutte le regioni con una netta sovraperformance dello stile value; mentre i fattori definibili macro hanno mostrato un andamento più eterogeneo, con il momentum in crescita e il carry in difficoltà. Nonostante le persistenti incertezze geopolitiche, i mercati hanno mostrato una notevole capacità di assorbire i rischi, sostenuti da fondamentali solidi, da una crescita economica ancora robusta, da un’inflazione in rallentamento e da utili societari resilienti.
PERFORMANCE DEL FATTORE VALUE

Negli Stati Uniti si sono manifestati segnali di un possibile cambio di regime in ambito azionario, con una rotazione degli investimenti dai titoli growth e momentum a favore di quelli value e a minore capitalizzazione (Size), anche a seguito di crescenti dubbi sui costi infrastrutturali e sulla sostenibilità finanziaria di alcune grandi società legate all’intelligenza artificiale. Nonostante ciò, i fattori azionari globali hanno chiuso il trimestre in rialzo per il secondo periodo consecutivo, estendendo una striscia positiva che dura da cinque anni.
Il fattore value (azioni a forte sconto sui fondamentali), in particolare, si è confermato il migliore in assoluto nel quarto trimestre in tutte le regioni, con un recupero significativo anche negli Stati Uniti, sebbene rimanga ancora un divario rispetto alla performance registrata in Europa e in Giappone. Le valutazioni dello stile value restano estremamente interessanti su scala globale, vicine ai livelli osservati in momenti storici di forte sottovalutazione, il che rafforza una visione strutturalmente positiva sulle sue prospettive future.
Diversamente, il fattore momentum ha registrato il suo unico trimestre negativo dell’anno, penalizzato soprattutto dal mercato statunitense, mentre ha continuato a comportarsi bene in Europa e nel Regno Unito; a livello globale rimane leggermente caro, suggerendo un approccio più prudente. E il fattore Quality ha vissuto uno degli anni più difficili della sua storia recente, sottoperformando in modo diffuso a causa di un contesto di mercato orientato alla speculazione e alla crescita; la storia mostra però come, spesso, fasi simili tendano a essere seguite da rimbalzi significativi. Le valutazioni attuali indicano che la qualità è ora a sconto rispetto sia al mercato complessivo sia alla propria media di lungo periodo, in particolare negli Stati Uniti, rafforzando un cauto ottimismo sulle sue prospettive.
Il fattore momentum ha beneficiato dell’elevata dispersione tra le diverse materie prime, riuscendo a catturare i forti rialzi dei metalli preziosi e industriali, mentre il carry ha sofferto a causa di curve dei futures poco favorevoli e posizionamenti penalizzanti nei mercati energetici e agricoli.
Nel complesso, la valutazione prospettica rimane positiva per i fattori azionari, trainata soprattutto dall’attrattività del value e dal miglioramento delle condizioni per il quality, mentre sugli altri fattori il giudizio resta neutrale, pur con segnali incoraggianti legati all’aumento della dispersione e alla presenza di trend ben definiti in diversi mercati. In un contesto di mercato ancora atipico e potenzialmente complesso per le asset class tradizionali, i fattori continuano a rappresentare una fonte interessante di diversificazione e di rendimento nel medio-lungo periodo, concludono gli esperti di Jpm Am. (riproduzione riservata)