
Il ciclo di mercato sta invecchiando ma continua a correre e Jurrien Timmer, Director of Global Macro per Fidelity, si chiede quanto possa ancora durare. Rispetto ai mercati toro del passato, l'attuale fase rialzista potrebbe avere ancora spazio per correre, anche se il tasso di crescita degli utili potrebbe essere vicino ad un massimo relativo. Nei prossimi anni gli Stati Uniti potrebbero passare da un periodo di rendimenti superiori alla media a uno inferiore alla media, ma comunque positivo. Ci si sta avvicinando all'anniversario di due anni di questo mercato toro, iniziato il 13 ottobre 2022. Con un rendimento totale vicino al 70%, il toro rimane comunque modesto rispetto agli standard storici. Negli ultimi 100 anni, le fasi toro sono durate in media 30 mesi e hanno prodotto rendimenti totali medi di circa il 90%.
L’impressione di trovarsi in un ciclo vecchiotto ma ancora in marcia è rafforzata dallo stato degli utili societari. La stagione degli utili per il terzo trimestre è ormai alle porte, sottolinea Timmer, e i tassi di crescita stimati per il 2024 e il 2025 si mantengono rispettivamente al 9,3% e al 14,2%. Tuttavia, come mostra il grafico in pagina, sembra che il tasso di crescita possa raggiungere un picco relativo, in base alle stime degli utili per i prossimi 12 mesi. In altre parole, gli utili potrebbero non accelerare più. Il mercato toro secolare (di lungo periodo) è invece nato nel 2009, e rimane vivo e vegeto. Facendo un confronto con mercati toro secolari simili passati, come i periodi 1949-1968 e 1982-2000, rimangono tuttora margini di performance.
PREVISIONI DI MODELLO E DATI REALI

Un modello che per l’esperto di Fidelity si è rivelato particolarmente utile per leggere i dati è stato il rapporto prezzo-utili corretto per il ciclo, o modello Cape. Che afferma che i rapporti di valutazione a lungo termine posson essere predittivi dei rendimenti futuri, con valutazioni elevate che di solito precedono rendimenti più bassi e viceversa. In effetti, il tasso di rendimento effettivo a 10 anni fino a settembre, pari al 13,3%, si avvicina molto alle previsioni del modello di 10 anni fa, pari al 14,8%. Ma cosa prevede attualmente tale modello? Che il tasso di crescita del mercato raggiunga un picco nel 2026 per poi iniziare a decelerare, verso rendimenti sempre positivi ma inferiori alla traiettoria di crescita storica di lungo periodo.
Nel frattempo, la Fed sembra aver effettuato le mosse giuste, iniziando il processo di aggiustamento della politica da restrittiva ad un percorso neutrale, togliendo il piede dai freni per lasciare che l'economia si muova in modo tranquillo. Secondo le stime di Timmer, un valore corretto (cioè che non accelera né rallenta l'economia Usa) per il tasso sui Fed funds potrebbe aggirarsi tra il 3,5% e il 4%. Se alla fine dell'estate il mercato del lavoro era preoccupato per l'improvviso balzo del tasso di disoccupazione al 4,3%, il rapporto sull'occupazione e il rapporto Job Openings and Labor Turnover di inizio ottobre hanno mostrato che il mercato del lavoro ha potenzialmente raggiunto uno stato di equilibrio, con il tasso di disoccupazione che è sceso al 4,1%, il secondo calo mensile consecutivo.
In seguito a questi forti dati sull'occupazione, il mercato ha ridimensionato le aspettative di tagli multipli dei tassi di 50 punti base da parte della Fed, e ora ci si aspetta di nuovo una traiettoria più normale di tagli da 25 punti base.(riproduzione riservata)