Gli asset digitali stanno penetrando con sempre maggiore convinzione anche in ambito di prodotti indicizzati, in quanto l’inserimento in portafoglio dei sottostanti originari non è così agevole come per altre forme di investimento. Pierre Debru, Head of Quantitative Research & Multi Asset Solutions di WisdomTree Europe, fotografa lo stato dell’arte in merito a tali considerazioni, mettendo bene in evidenza le caratteristiche delle diverse modalità di accesso agli asset digitali. Gli attacchi informatici alle app wallet e le conseguenti perdite di fondi sono sempre più frequenti, e ci sono quindi problematiche di protezione degli hot wallet (che comportano la necessità di conservare su un computer o un cellulare connesso a internet le chiavi private utilizzate per firmare le operazioni con gli asset digitali). Anche la domanda istituzionale di asset digitali sta crescendo, ma la sicurezza non deve essere un’opzione. Esistono quindi diversi modi per investire negli asset digitali, e Debru segnala in particolare tre cluster, ognuno con i suoi pro e contro: partecipazioni dirette (wallet personali, profili su piattaforme per lo scambio di criptovalute centralizzate, hot o cold wallet), esposizione sintetica (future, swap, Etf garantiti da future e prodotti strutturati), soluzioni con copertura fisica (fondi di tipo chiuso ed Etp su asset digitali con copertura fisica). Le partecipazioni dirette vengono per lo più conservate negli hot wallet connessi a internet, e sono esposte ad attacchi informatici e hackeraggio; inoltre non si collegano ai sistemi esistenti di gestione del trading o del portafoglio. Risulta macchinoso anche gestire quotidianamente le esposizioni fisiche per mezzo di investimenti diretti conservati in un cold wallet presso un depositario, mentre le esposizioni sintetiche sono penalizzate dal roll yield negativo dei future sugli asset digitali, che spesso supera il 10% all'anno e si riflette sulle performance restituite all’investitore. I fondi di tipo chiuso comportano a loro volta commissioni elevate, nonché sconti e premi estremamente alti sul valore patrimoniale netto. Infine, l’esperto di WisdomTree mette in evidenza che gli Etp con copertura fisica sono più facili da utilizzare per un investitore istituzionale long-only, grazie alla struttura operativa e possibilità di trading semplici, a fianco della sicurezza e della replica efficiente del sottostante. Questo è uno dei motivi per cui i flussi istituzionali verso questo tipo di prodotti sono considerevolmente aumentati, di pari passo alla gamma resa disponibile da diversi player internazionali.
Gli Etp su asset digitali con copertura fisica sono prodotti di nuova generazione, e il problema principale è appunto la cyber-security: gli hack crypto finiscono regolarmente sulle prime pagine dei giornali ma la quasi totalità dei furti di asset digitali è associata alla conservazione in hot wallet. Gli investitori devono quindi prestare attenzione al fornitore dei servizi di custodia, alle soluzioni di conservazione, alle prassi per il trasferimento delle monete dentro o fuori dal wallet. Scegliere un emittente di provata esperienza nella creazione e nell'amministrazione di prodotti finanziari quotati con copertura fisica e nella gestione delle loro contrattazioni e della liquidità, soprattutto durante una crisi, può però tranquillizzare gli investitori, specifica Debru. Per gli Etp su asset digitali con copertura fisica, tutti i costi diretti dovrebbero ridursi al solo Ter del prodotto finanziario senza altri costi nascosti, oltre come sempre al bid-ask spread che è influenzato da alcuni elementi: la liquidità dell'Etp, la profondità del book degli ordini, la volatilità del sottostante, la capacità dei partecipanti autorizzati di ottenere liquidità, il numero dei market maker, etc. Anche l’eventuale ricorso al prestito titoli, da parte dell’emittente degli Etp, va studiato, in quanto incorpora elementi di rischio di controparte: alcuni prospetti di crypto Etp con copertura fisica consentono il lending (o anche il cosiddetto Staking) delle criptovalute, altri no. Infine, conclude Debru, nel caso di Etp che replicano un paniere di asset digitali sono necessari ribilanciamenti ben regolamentati per garantire che la ponderazione rimanga in linea con gli obiettivi di investimento. Si tratta quindi di un’industria agli albori ma dalle grandi potenzialità, ben consci della volatilità che interessa il mondo cripto. (riproduzione riservata)