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Milano Finanza - Numero 162 pag. 28 del 18/08/2018

Milano Finanza Intelligence Unit

Nonostante le turbolenze di mercato non si placa la sete di Etf, a nuovi record di nuovi flussi e masse investite.

 

L’industria ETF non si placa, nonostante le turbolenze globali su molto asset class. Il provider di dati ETFGI fotografa le masse globali investite in fondi passivi oltre 5100 miliardi di dollari a fine luglio 2018, grazie ai nuovi afflussi nel mese di luglio di circa 41 miliardi di dollari. In questo modo si arriva a 4 anni e mezzo, oppure 54 mesi, di nuovi apporti consecutivi nell’industria degli ETP globali. L’incremento degli asset da inizio anno si attesta così al 5,9%. Stesso trend a livello europeo, con un incremento del patrimonio nel Vecchio continente del 2,1% a luglio; in questo modo le masse europee salgono a 827 miliardi di dollari, in aumento del 3,17% da inizio anno. Il tasso di crescita a 10 anni si attesta appena sotto il 20% annuo. Anche a livello italiano si osservano nuovi record, anche grazie a dieci nuovi prodotti listati lo scorso mese, in attesa che arrivi il colosso Vanguard. Siamo oggi giunti ad una numerosità di strumenti offerti notevole, con 850 ETF e 315 ETC, con un patrimonio totale che vale circa 68 miliardi di euro. L’ETFplus resta quindi in ottima forma. I prodotti tematici lanciati nel 2018 sono 11, seguiti da 11 fondi indicizzati legati al contesto corporate bond area euro e globali, e 4 high yield. In merito agli spread medi si è osservato un leggero aumento dei prodotti emerging markets a inizio estate,  ma il valore medio è inferiore a quanto osservato nel mese di febbraio, più nervoso e volatile. L’emittente Amundi segnala che nel primo semestre del 2018 il mercato globale degli Etf ha registrato afflussi per oltre 188 miliardi di euro, catturati in gran parte dagli Etf azionari (oltre 125 miliardi). Il mercato ha però rallentato a giugno, registrando flussi per 5,5 miliardi di euro, di cui poco meno di 1 miliardo nel mercato europeo. Il mercato degli Etf ha chiuso la prima metà del 2018 con un mese di giugno contrastante tra le sue tre principali aree geografiche. Mentre in Asia i flussi sono rimasti positivi a 6,2 miliardi di euro, in Europa sono stati inferiori (+980 milioni) e ancor più bassi negli Stati Uniti (-1,6 miliardi). Nel mercato europeo, i prodotti azionari hanno registrato deflussi per 235 milioni di euro nel mese di giugno. Come nei mesi precedenti, gli investitori europei hanno continuato a favorire le azioni del Nord America (+2 miliardi), gli Etf azionari globali (+576 milioni) e persino gli Etf azionari europei (+726 milioni), a scapito di quelli dell’Eurozona (- 824 milioni), dei giapponesi (-1,29 miliardi) e degli Etf esposti ai mercati emergenti (-1,54 miliardi). Tra i prodotti di tipo smart beta, gli approcci multifattoriali hanno continuato a dimostrarsi interessanti (+114 milioni), anche se gli investitori hanno ridotto la propria esposizione alla strategia Value (-381 milioni). Sul fronte fixed income si è notato un atteggiamento attendista in Europa: il mercato ha catturato solo 998 milioni di euro di afflussi a giugno. Gli investitori europei hanno continuato a dimostrarsi poco propensi ad investire nelle obbligazioni societarie che hanno registrato solo € 35 milioni di flussi in entrata (con deflussi dalle obbligazioni societarie dell’Eurozona IG e HY), poiché attratti dalla performance positiva delle obbligazioni a tasso variabile (+197 milioni). L’arbitraggio a favore delle obbligazioni sovrane si è limitato a 769 milioni, con un interesse più marcato per il mercato statunitense (in particolare per le obbligazioni indicizzate all’inflazione). Anche Lyxor evidenzia che dopo un inizio d'anno relativamente positivo, nel secondo trimestre del 2018 il mercato europeo degli Etf di tipo smart beta ha registrato consistenti deflussi (-839 milioni di euro), in linea con il calo di interesse osservato l'anno scorso. Nel corso del peggior trimestre di sempre per questo mercato, gli Etf fattoriali (segmento che in passato ha notevolmente sostenuto gli smart beta) hanno evidenziato un'inversione di tendenza, con deflussi pari a 564 milioni di euro, malgrado i risultati solidi nel medesimo periodo per i prodotti Multi Factor. I deflussi dalle strategie Fundamental hanno registrato un'accelerazione, mentre gli afflussi verso gli Etf Risk-Based hanno messo a segno una ripresa (seppur modesta) man mano che le condizioni sui mercati si sono fatte più complesse. A sua volta iShares scatta la fotografia dei trend con maggior interesse negli ultimi mesi. In particolare viene indicata la diminuzione della propensione al rischio da parte degli investitori, sulla scia delle turbolenze italiane di inizio estate. Il volume di scambio sull’Etf bond ad alto rendimento è raddoppiato in quelle settimane. Al tempo stesso gli Etf con sottostanti i bond governativi ad alto rating hanno attratto molte nuove masse, in particolare i treasuries Usa. Un altro fattore catalizzante ha a che fare con il rischio duration, in quanto gli investitori si stanno posizionando su Etf a tasso variabile per gestire al meglio il rialzo dei tassi di interesse, anche a livello europeo oltre che per seguire le mosse della FED. Infine iShares segnala una crescita di interesse anche verso gli Etf obbligazionari che adottano criteri ESG, ovvero filtri socialmente responsabili nella selezione dei componenti dell’indice. Sabrina Principi, responsabile Sud Europa di BNP Easy, evidenzia a sua volta che i flussi maggiori sono sempre concentrati sui mercati core – in particolare per i prodotti di casa sul S&P500 -. I bassi tassi di interesse comportano l’incremento delle esposizioni sul mercato dei bond emergenti, ma anche il tema SRI continua ad essere particolarmente sentito; nelle ultime settimane si è visto interesse molto sul prodotto di casa Low Carbon,  focalizzato sulle aziende europee con bassa emissione di CO2. Gli investimenti Smart Beta sono invece ancora piuttosto limitati, e per BNP c’è ancora tanto lavoro da fare sul fronte formazione dal momento che per chi fa asset allocation la componete Smart Beta o fattoriale figura come una nuova variabile da inserire a fianco di quelle tradizionali di ordine geografico e settoriale. Infine Francesco Lomartire, responsabile SPDR ETF per l’Italia, evidenzia che il mese di luglio ha registrato saldi positivi per la raccolta sulle asset class azionarie (+1,64 milioni di dollari) e obbligazionarie (+2,38 milioni) con quest’ultime in prevalenza. La ripresa di interesse per l’obbligazionario, rimasto indietro nel corso dell’anno rispetto all’azionario, vede tra i principali contributori i governativi (1,248 milioni) e gli aggregate (+712 milioni), con i primi a guidare la raccolta da inizio 2018. Da evidenziare anche il ritorno del saldo positivo sui corporate (+108 milioni), con gli high yield in evidenza rispetto agli investment grade. Bene anche i bond legati all’inflazione. Per quanto riguarda le scelte sulle scadenze, gli investitori anche nel mese di luglio hanno privilegiato quelle a breve termine o al più intermedie. Guardando all’azionario e in particolare ai settori, la prudenza degli investitori sembra il tema prevalente con  i difensivi premiati rispetto ai ciclici, a guidare la raccolta di luglio sono infatti real estate, health care  e consumer staples. In negativo invece i finanziari, le risorse di base e l’energetico. Non si arresta invece la raccolta dei tecnologici, positivi anche a luglio. (riproduzione riservata)



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