
Nello European Etf Snapshot di aprile elaborato da Invesco vengono messe in evidenza le principali tendenze osservate nei primi mesi del 2025. Il mercato europeo degli Etf ha registrato il suo miglior trimestre di sempre in termini di flussi, con 93 miliardi di dollari nel 1° trimestre, superando i 91 miliardi del 4° trimestre del 2024. Il patrimonio totale di 2.380 miliardi alla fine del trimestre è stato favorito dai forti rendimenti delle materie prime (in particolare dell'oro) e dai solidi guadagni dei mercati del reddito fisso. I rendimenti azionari sono rimasti, invece, sostanzialmente stabili.
La percentuale dei flussi verso le azioni (80%) è stata in linea con la media di 2024, ma con l'avanzare del trimestre si è assistito a uno spostamento dagli Stati Uniti verso l'Europa. I flussi hanno compreso esposizioni europee ampie, specifiche per paese (in particolare Germania) e settoriali, e le azioni globali hanno occupato il primo posto, mentre gli smart beta hanno continuato a registrare un aumento della domanda. Equal weight, low volatility, value e high dividend sono state tra le strategie più difensive che hanno suscitato interesse, in quanto i mercati azionari sono stati messi sotto pressione.
L'atteggiamento di riduzione del rischio da parte degli investitori si è riflesso anche nei flussi su reddito fisso e materie prime, e la gestione della liquidità è stata l'unica categoria del reddito fisso a rientrare nella top 10 del 2025, fino ad oggi, sebbene anche i titoli di Stato in euro abbiano registrato una buona domanda. A tal proposito Fabrizio Arusa, head of Etf di Invesco, segnala che «negli ultimi 10 anni il mercato dei clo (Collateralized Loan Obligation, ndr) da 1.300 miliardi di dollari è cresciuto in modo esponenziale e gli investitori sono sempre più alla ricerca di strumenti che possono offrire un’esposizione efficiente e liquida a questo segmento di mercato». Gli AAA clo notes, aggiunge il momey manager, «offrono interessanti caratteristiche di investimento tali da considerarli ottimali da integrare in un portafoglio esposto in maniera tradizionale al mercato del credito. Queste caratteristiche si sommano a interessanti rendimenti aggiustati per il rischio, in particolare nello spazio breve duration/cash-plus, mantenendo una bassa correlazione con le tradizionali classi di attivo obbligazionarie».
L'oro è stato il grande vincitore della classe di attività delle materie prime. I flussi verso gli Etp sull'oro sono stati positivi negli ultimi quattro mesi, dopo essere stati largamente assenti per la maggior parte del rally dei prezzi dell'oro di prima di allora. Arusa sottolinea che «sebbene le quotazioni dell’oro siano già relativamente elevate, i tassi d’interesse negli Stati Uniti non sono ancora scesi. Dal momento che l’oro non produce interessi, quando quelli generati da altri investimenti come le obbligazioni tendono a scendere, l’attrattiva del metallo prezioso aumenta. Negli Stati Uniti, inoltre, l’inflazione è vischiosa, restando al di sopra del target del 2% della Federal Reserve, e gli investitori utilizzano spesso l’oro come copertura contro l’inflazione. Dunque, se le banche continueranno ad acquistare oro e i rischi geopolitici permarranno, quando infine la Fed taglierà i tassi d’interesse, il prezzo del metallo prezioso potrebbe salire».
La classifica top 10 dei deflussi vede invece in testa l’azionario del Regno Unito, le obbligazioni societarie europee, commodity diverse dall’oro, le obbligazioni cinesi. In termini azionari, Invesco segnala che si è assistito a un calo dell'appetito per le azioni Usa, con 2,2 miliardi di dollari di deflussi in marzo che hanno portato il totale del trimestre a 4,5 miliardi di dollari, meno del 10% del livello record registrato nel quarto trimestre. L'annuncio di un pacchetto fiscale da 500 miliardi di euro in Germania ha dato un significativo impulso alle prospettive economiche europee e gli Etf focalizzati sulla Germania hanno rappresentato un quarto degli afflussi di quelli esposti all'Europa. (riproduzione riservata)