
Le discussioni inerenti le scelte di investimento Esg sono sempre più accese, anche perché in molti casi i sottostanti azionari attenti alla sostenibilità performano meno di quelli totalmente liberi nelle scelte di portafoglio. Ad esempio, l’indice Msci World NTR in euro ha restituito negli ultimi cinque anni l’88%, rispetto al +74% circa del corrispondente indice con filtri Sri (dati al 13 ottobre 2025). Di riflesso, alcuni investitori retail potrebbero non essere più disposti a rinunciare a parte dei rendimenti al fine di soddisfare criteri di sostenibilità negli investimenti personali.
A tal proposito, l’Amundi Investment Institute, in collaborazione con Crédit Agricole du Languedoc, l'Università di Montpellier e la Montpellier Business School, ha dato vita a una partnership dedicata all'approfondimento della comprensione delle preferenze e delle esigenze finanziarie degli investitori individuali, che comprende anche la conduzione di sondaggi regolari su larga scala. Particolare enfasi è posta sul comportamento di investimento responsabile, che riflette la crescente importanza della finanza sostenibile nel processo decisionale individuale. In questa occasione si presentano i risultati di un sondaggio condotto su 1080 clienti (di cui il 17% qualificati come investitori responsabili) di Crédit Agricole Languedoc, focalizzato sui loro comportamenti di investimento socialmente responsabili.
LE RAGIONI DELLA SCELTA RESPONSABILE:

Tra tutti gli intervistati, il 65% ha dichiarato di detenere investimenti finanziari, ma solo il 26% di questi investitori, pari al 17% del totale degli intervistati, può essere considerato a tutti gli effetti come investitore responsabile. Tra i risultati salienti di questo sondaggio il fatto che gli investitori responsabili tendono ad essere più anziani e più ricchi, tolleranti al rischio ed esperti in materia finanziaria e orientati al lungo termine, con una maggiore partecipazione in attività rischiose e azioni. Ma anche più ottimisti sulle prospettive economiche e attenti alle questioni ambientali (più che a quelle sociali), attenti a valutare le performance/impatti degli investimenti responsabili, oltre che propensi a cercare la guida di consulenti finanziari.
In merito alle motivazioni per scegliere gli investimenti responsabili, quasi la metà degli investitori (48%) dà la priorità all'impatto rispetto ai rendimenti finanziari. Sono, infatti, disposti a rinunciare ad una parte dei rendimenti per detenere fondi responsabili, e il 58% preferisce investire in fondi tematici. Il campione comprende 698 persone che dichiarano di possedere almeno un prodotto finanziario; tra queste, 284 sono investitori tradizionali, 182 sono investitori responsabili che dichiarano di possedere almeno un prodotto di investimento responsabile, 232 sono investitori incerti ovvero che non sono sicuri di possedere prodotti di investimento responsabile. Inoltre, il campione include 378 (35%) non investitori, che dichiarano di non possedere nessuno dei suddetti prodotti finanziari.
In conclusione, gli investitori responsabili si sono distinti come il gruppo di intervistati più sofisticato dal punto di vista finanziario, mostrando anche un orientamento etico e sociale più forte insieme a una convinzione più positiva riguardo alla performance e all'impatto dell'investimento responsabile. I consulenti finanziari rimangono il canale più influente nella promozione dei prodotti di investimento responsabile. In termini di strategia di prodotto, i fondi tematici sono particolarmente interessanti, ma si potrebbe anche porre maggiore enfasi sugli approcci di screening negativo e di coinvolgimento degli azionisti. Infine, gli sforzi di educazione finanziaria sono essenziali, soprattutto per sensibilizzare i clienti al dettaglio sulle pratiche finanziarie e di investimento responsabili, secondo gli attori della partnership che ha condotto l’analisi. (riproduzione riservata)