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Le azioni ai raggi X

11 ottobre 2025, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

I prezzi, le distribuzioni, la dinamica degli utili sono tutti elementi che concorrono alla performance dei titoli, e vanno considerati insieme

Le azioni ai raggi X

Dalla fine del 2019, le azioni globali hanno generato un rendimento totale superiore al 100%, risultato determinato dal miglioramento dei fondamentali e dai prezzi grazie all’espansione dei multipli. Con la Federal Reserve statunitense che sta preparando il terreno per un cambiamento nella politica dei tassi di interesse, Toby Warburton, Cfa, Responsabile della gestione attiva del portafoglio di State Street Im, mette in evidenza ciò che gli investitori dovrebbero prendere in considerazione in un panorama di mercato delicato.

I rendimenti totali per gli investitori azionari sono costituiti da distribuzioni, sotto forma di dividendi e altre voci di cassa, e dalle variazioni dei prezzi delle azioni, quest’ultimo influenzato dai cambiamenti dei fondamentali, come gli utili, e dalle variazioni dei multipli che il mercato è disposto a pagare per i suoi fondamentali; in particolare, il rapporto prezzo/utili è uno dei parametri più utilizzati per misurare il grado di convenienza o meno di un titolo azionario. Scomponendo i rendimenti totali in tre fattori determinanti ovvero dividendi, utili e prezzi, Warburton suggerisce che è possibile comprendere meglio i fattori che hanno spinto i mercati azionari così in alto.

I dividendi rappresentano in genere una componente relativamente piccola del rendimento complessivo, ma tendono ad essere più costanti: le società sono restie a tagliare i dividendi a causa delle reazioni negative degli investitori. Per un universo ampio come l'indice Msci World, anche gli utili evolvono in modo relativamente regolare nel tempo; in genere seguono un andamento al rialzo, tranne nei periodi di shock esogeni come la pandemia di Covid.

Scomposizione Total Return per Msci World

Le azioni ai raggi XLe azioni ai raggi X

I prezzi dei titoli azionari, sotto forma di espansione e contrazione dei multipli, sono l'elemento tipicamente più variabile nel calcolo del rendimento totale. I mercati azionari globali sono attualmente molto più costosi rispetto alla loro media di lungo termine, dopo un periodo prolungato di espansione multipla dai minimi del 2022. Queste valutazioni relativamente care rendono i mercati azionari vulnerabili a un'inversione di ciclo o a un cambiamento nella propensione al rischio, ed esposti potenzialmente a veloci cedimenti.

Il multiplo che gli investitori azionari sono disposti ad applicare agli utili varia nel tempo ed è determinato da fattori macroeconomici, microeconomici e comportamentali, tra cui i fattori “paura” e “avidità”. Tra i fattori più tangibili che determinano la variazione del p/e dei mercati nel tempo vi sono i tassi di interesse e i rendimenti obbligazionari e, di conseguenza, i fattori di sconto utilizzati per valutare le azioni. Quando i rendimenti diminuiscono, il tasso di sconto applicato agli utili futuri si riduce, sostenendo valutazioni più elevate, a parità di altre condizioni. Mentre la crescita degli utili è stata robusta, pari al 23% nel periodo successivo al calo di ottobre 2022, il rapporto P/e è aumentato di un ulteriore 33%. Ciò suggerisce che i mercati azionari potrebbero essersi posizionati in vista del ciclo di riduzione dei tassi di interesse statunitensi, atteso da tempo, prima ancora che iniziasse.

Più recentemente, prosegue l’esperto di State Street Im, con il continuo aumento dei rendimenti obbligazionari, i multipli di valutazione hanno continuato ad espandersi fino a livelli vicini al picco raggiunto durante la pandemia di Covid, anche se sono ancora lontani dai massimi raggiunti durante la bolla tecnologica. L'attuale punto di partenza esteso della valutazione e la storia passata suggeriscono che non dovremmo estrapolare troppo il rapporto tra il calo dei rendimenti e le valutazioni azionarie apparentemente in costante aumento. Non possiamo sapere cosa ci riserveranno i prossimi mesi dal punto di vista macroeconomico, politico o geopolitico, ma State Street ritiene che la diversificazione all'interno del processo di investimento, che non dipende da un unico percorso nel tempo, sarà vantaggiosa nel ciclo che ci attende. (riproduzione riservata)



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