
Lo Head of Etf & Index Distribution di Fidelity International, Stefan Kuhn, delinea a MF-Milano Finanza lo stato attuale e i possibili sviluppi futuri dell’industria degli Etf a livello europeo. Secondo l’esperto, il segmento degli Etf passivi è ormai maturo e la prossima frontiera dell’industria è rappresentata dagli Etf attivi, o basati sulla ricerca. Siamo solo all’inizio: i primi Etf attivi sono stati i cosiddetti index-aware, ovvero Etf «leggermente attivi», che aggiungono le intuizioni della ricerca ai portafogli degli Etf, pur restando fedeli alla promessa dello strumento come elemento building block prevedibile per l'asset allocation.
Con un numero sempre maggiore di gestori attivi che entrano nel mercato degli Etf in Europa, Kuhn si aspetta che questo segmento continuerà a svilupparsi, passando da soluzioni basate su indici a portafogli più attivi e concentrati, combinando i vantaggi del wrapper Etf - diversificazione, trasparenza, facilità d'uso - con quelli della gestione attiva - engagement con le aziende, considerazioni di sostenibilità e il potenziale per generare alfa.
E non è detto che gli Etf attivi andranno a prendere il posto degli attuali prodotti fattoriali. C’è spazio per entrambi. Mentre gli Etf basati su fattori si basano esclusivamente sui dati per offrire un'esposizione a un determinato fattore, quelli attivi aggiungono le intuizioni della ricerca fondamentale e il fattore umano.
I gestori di Etf attivi possono essere più agili rispetto a quelli puramente passivi, basati su fattori quando si tratta di implementare le prospettive sugli stili. Inoltre, la costruzione del portafoglio di Etf attivi, sebbene solitamente sistematica, può aggiungere valore rispetto a un puro portafoglio passivo guidato da fattori. Ad esempio, gli Etf Fidelity multi-factor Corporate Bond e High Yield sono un esempio di come un gestore attivo possa combinare sia le informazioni derivanti dai modelli basati su fattori che quelli della ricerca fondamentale per ottimizzare i risultati del portafoglio, suggerisce Kuhn.
In merito al mercato unico degli Etf in ambito Euronext, Milano si è affermata come una delle principali sedi di quotazione per i prodotti indicizzati Fidelity, in particolare, ma non solo, per il reddito fisso. L’obiettivo rimane quello di garantire la giusta combinazione tra il numero di quotazioni e la conseguente liquidità di ogni singola quotazione.
HIGH YIELD EUROPEO

Nell’attuale fase di mercato, Kuhn ritiene che il prodotto Us Research Enhanced potrebbe essere interessante per navigare nel mercato statunitense. Indipendentemente dalla visione fondamentale sul mercato statunitense, questo rimarrà sempre una parte significativa del mercato azionario globale, dove i clienti vorranno rimanere investiti. Una soluzione puramente passiva potrebbe risentire del rischio di concentrazione al vertice dell’indice, mentre gli Etf attivi possono aiutare in termini di diversificazione.
Per chi vuole invece un’esposizione più difensiva, gli Etf quality income e quality value, che incorporano anch’essi le intuizioni della ricerca fondamentale, potrebbero essere un'alternativa interessante.
In ambito obbligazionario Fidelity è neutrale sulla duration in dollari Usa e euro. Il quadro tecnico per gli investment grade rimane solido, ma le valutazioni sono già abbastanza adeguate per il rischio. La convinzione più forte al momento è l'European high yield, dato un quadro tecnico solido e un contesto economico favorevole. Il debito dei mercati emergenti in valuta locale potrebbe beneficiare di un potenziale indebolimento del dollaro Usa. I rendimenti nominali sono ancora elevati e l'inflazione è diminuita, insieme a posizioni esterne favorevoli. (riproduzione riservata)