
L’industria degli Etf è in continua evoluzione, e un esperto come Hector McNeil, Co-CEO e Co-Fondatore di HANetf, ci aiuta a decriptare le dinamiche in atto e definire i temi a cui porre attenzione per il futuro. Un dato che entusiasma particolarmente è la rapida crescita degli Etf attivi: questa tendenza, che ha già preso piede negli Stati Uniti, sta iniziando a svilupparsi anche in Europa, grazie al crescente apprezzamento degli investitori delle loro caratteristiche di trasparenza, liquidità e convenienza, unite al potenziale di generare alpha attraverso la gestione attiva.
Gli investitori stanno iniziando a concepire gli Etf come “involucro” e, continua McNeil, sebbene storicamente siano stati utilizzati soprattutto per strategie passive di tracciamento degli indici, si tratta oggi di una struttura superiore al fondo comune d’investimento. Si osserva un crescente interesse anche per gli Etf covered call, che offrono un'interessante combinazione di generazione di reddito e protezione dal rischio. HANetf sta anche ricevendo diverse richieste, da parte di asset manager italiani, interessati a lanciare Etf su misura per le loro strategie specifiche.
In merito ai singoli temi più performanti, l’Etf Grayscale Future of Finance (+50% circa in 3 mesi) riflette il rinnovato ottimismo nei confronti della tecnologia blockchain e delle criptovalute, sostenuto da diversi fattori chiave come la crescente adozione da parte delle istituzioni, gli sviluppi normativi positivi e il rimbalzo più ampio dei titoli tech. Questa ripresa suggerisce, secondo HANetf, che il potenziale a lungo termine della blockchain come tecnologia trasformativa rimane intatto, nonostante periodi di volatilità. Accanto a ciò, l’elezione di Trump è stato un altro fattore importante che ha dato un impulso notevole al comparto cripto.
Anche l’Etf Future of Defence ha performato molto bene negli ultimi anni e, secondo McNeil, rimane ben posizionato per mantenere una rilevanza strategica nel lungo termine. Se, nel decennio scorso, la progressiva fine dell'era “post-Guerra Fredda” ha invertito bruscamente il trend di riduzione dei bilanci militari che aveva caratterizzato gli anni '90 e 2000, oggi, sfortunatamente, è tornata la competizione tra grandi potenze. L'aumento della spesa per la difesa sarà una tendenza strutturale a livello globale: secondo HANetf, questo decennio sarà caratterizzato da un aumento costante e sostenuto dei bilanci militari, oltre che, purtroppo, da una crescente rivalità, forse persino conflitti, tra i grandi giganti mondiali. Questo Etf investe esclusivamente in titoli azionari di società domiciliate nei Paesi alleati della Nato.
Mentre l'Etf Alerian Midstream Energy Dividend beneficia dei solidi fondamentali del comparto energetico che gestisce la lavorazione, il trasporto e l'immagazzinamento dei prodotti, tra cui la robusta domanda di petrolio e gas naturale e la stabilità dei flussi di cassa generati dalle società del settore dei gasdotti. Gli elevati rendimenti dei dividendi e i contratti legati all'inflazione, inoltre, rendono tali asset particolarmente interessanti in un contesto di tassi d'interesse volatili. L’Etf risulta particolarmente orientato a beneficiare del crescente utilizzo del gas naturale che, pur essendo un combustibile fossile, è meno inquinante rispetto a petrolio e carbone. Inoltre, allo stato attuale, non esiste ancora un percorso verso l’obiettivo net-zero che non implichi un maggiore utilizzo del gas naturale.
Altre due tematiche sono, secondo McNeil, particolarmente rilevanti e si tratta di oro ed energia nucleare. Il primo rimane un asset cruciale per bilanciare i portafogli in periodi di mercati incerti, offrendo una copertura contro l’inflazione e i rischi geopolitici, ed è sostenuto anche dagli acquisti delle banche centrali. In merito all’ Etc Royal Mint Responsibly Sourced Physical Gold si segnala che tutto l'oro associato al prodotto finanziario viene conservato nei caveaux della Royal Mint (Galles) ed è interamente costituito da lingotti “Gold Delivery” della London Bullion Market Association.
Per quanto riguarda l’energia nucleare, e il suo ruolo crescente nella transizione energetica, stiamo vivendo a tutti gli effetti una fase di rinascita, che dovrebbe incrementare la domanda di uranio in un mercato in deficit. Per anni, infatti, gli estrattori di uranio non hanno investito adeguatamente per lo sviluppo di capacità aggiuntive, poiché l'energia nucleare era ritenuta in disuso. Gli investimenti nell'estrazione dell'uranio sono stati insufficienti, e sembra che non ce ne sia abbastanza per soddisfare la domanda prevista. Ciò può esercitare pressioni al rialzo sul prezzo del metallo e con esso sulle società che lo estraggono e lo vendono. (riproduzione riservata)