
Il mercato degli Etf è risultato contrastato in primavera, sulla scia degli eventi mediorientali. Secondo il provider di informazioni ETFGI, nel mese di marzo il settore degli Etf in Europa ha raccolto afflussi netti pari a 13,62 miliardi di dollari, portando gli afflussi netti da inizio anno a 128,71 miliardi di dollari. Il patrimonio investito negli Etf in Europa si attestava a 3,29 trilioni di dollari alla fine di marzo, in calo rispetto al massimo storico di 3,53 trilioni di dollari registrato alla fine di febbraio 2026, più per un effetto prezzo sui listini globali.
Marzo ha segnato il 42° mese consecutivo di afflussi netti negli Etf europei. A livello mondiale, gli afflussi netti dall'inizio dell'anno superano del 35% il massimo del 2025, grazie ai 174,42 miliardi di dollari.
Il patrimonio globale degli Etf ammontava a 20080?miliardi di dollari alla fine del primo trimestre, al di sotto del record di 21,24?trilioni raggiunto nel febbraio 2026, per via dei prezzi in forte calo alla fine del periodo di osservazione. Gli afflussi netti del primo trimestre, pari a 626,42 miliardi di dollari, sono i più alti mai registrati, superando il precedente picco di 463,51 miliardi di dollari nel 2025 e di 397,51 miliardi di dollari nel 2024. Marzo ha segnato l'82° mese consecutivo di afflussi netti nel settore globale degli Etf.
Secondo Amundi, gli investitori in Etf hanno ribilanciato i portafogli a marzo in considerazione dell’impatto globale della guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran. Gli investitori azionari hanno mostrato una chiara preferenza per le esposizioni ampie e le strategie tematiche, piuttosto che per allocazioni specifiche per paese o più cicliche.
A seguire, i mercati sviluppati europei con una raccolta pari a 3,7 miliardi di euro, di cui una quota rilevante (2,1 miliardi di euro) allocata in paesi europei fuori dalla zona euro. Si sono registrati deflussi dagli indici azionari USA (-543 milioni di euro) e dai mercati sviluppati asiatici (-823 milioni di euro), con questi ultimi particolarmente esposti al blocco dello Stretto di Hormuz.
A livello settoriale, gli investitori hanno favorito i settori legati all’attuale contesto macroeconomico e geopolitico, tra cui energia (1,9 miliardi di euro) e industriali (1,4 miliardi di euro). Tra i temi d’investimento, la difesa ha raccolto 885 milioni di euro, riflettendo politiche più ampie attraverso cui i paesi stanno cercando di rafforzare la propria sicurezza e resilienza in un contesto di rischio geopolitico elevato.
Nel reddito fisso, gli investitori hanno adottato un approccio più difensivo in risposta all’incertezza e alla forte rivalutazione delle aspettative sui tassi di interesse.
In questo contesto, sono state favorite le strategie con duration più breve e minor rischio di credito. I governativi a brevissimo termine hanno raccolto complessivamente 1,7 miliardi di euro, i Treasury Usa a brevissimo termine hanno raccolto 1,2 miliardi di euro. I deflussi dal debito dei mercati emergenti e dal credito corporate high yield sono stati rispettivamente pari a -1,3 miliardi di euro e -2 miliardi di euro.
A sua volta, iShares mette in evidenza alcuni punti salienti. Con lo shock energetico sui mercati a seguito dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente, sono aumentati i flussi verso esposizioni che si muovono in linea con l’inflazione in tutte le classi di attivo, in particolare nelle azioni, mentre le vendite di oro hanno raggiunto livelli record (-11,5 miliardi di dollari), trainate dai deflussi dagli Etp quotati negli Stati Uniti (-12,9 miliardi di dollari).
I flussi verso il settore energy hanno raggiunto i massimi storici (10,7 miliardi di dollari), ben al di sopra del precedente record di gennaio 2021 (7,5 miliardi), con acquisti distribuiti tra le diverse aree di quotazione. I flussi verso il segmento azionario oil&gas sono saliti a 6,1 miliardi di dollari, anch’essi un livello record, con afflussi in tutte le aree di quotazione. I flussi verso ETP su infrastrutture sono rimasti positivi (2,9 miliardi) – il quarto livello mensile più alto mai registrato.
Nel reddito fisso, i flussi verso le obbligazioni indicizzate all’inflazione sono cresciuti a 2,6 miliardi di dollari, il livello più alto da marzo 2022, continuando la tendenza costante di acquisto iniziata a gennaio 2025 (14 mesi consecutivi di flussi in entrata negli ultimi 15).
Gli acquisti di asset a spread hanno, invece, rallentato: i flussi verso l’investment grade sono scesi da 14,6 miliardi a 0,3 miliardi, mentre il segmento high yield ha registrato i maggiori deflussi di sempre (-8,9 miliardi). Contrazione anche per i flussi verso il debito dei mercati emergenti a 0,4 miliardi rispetto ai 3,5 miliardi di febbraio.
Analizzando più in dettaglio i metalli preziosi, gli Etp sull'argento hanno registrato vendite per 2,2 miliardi di dollari; si tratta del mese con il maggiore deflusso mai registrato e del terzo mese consecutivo di vendite nette. (riproduzione riservata)