Tra i temi più in voga in ambito indicizzato spicca la digitalizzazione, che negli ultimi anni ha subito una forte accelerazione. Proprio durante i lockdown associati alla pandemia di Covid-19 i servizi digitali sono esplosi, ma sono differenti le sfaccettature anche all’interno di questa tematica piuttosto vasta. L’emittente Rize Etf analizza ad esempio il sotto-settore dei pagamenti digitali, su cui la società ha a fine 2021 quotato un Etf progettato per fornire esposizione alle società che potrebbero trarre vantaggio dalla transizione strutturale dai tradizionali pagamenti in contanti alla velocità e convenienza dei pagamenti digitali, dei portafogli digitali e delle valute digitali. Negli anni a venire, la crescita dell'e-commerce, l'adozione entusiasta di esperienze di pagamento trasparenti e modalità di transazione alternative continueranno a guidare lo slancio verso i pagamenti non in contanti. Sono numerosi gli Etf che permettono di puntare alla digitalizzazione in termini più estesi, ma per coloro che vogliono mirare ai soli pagamenti digitali si segnalano gli Etf Rize Digital Payments Economy e L&G Digital Payments. Gli anni più generosi in termini di rendimenti sono stati il 2019 e il 2020, più debole il 2021 mentre l’anno corrente è iniziato in chiave negativa come tutti i settori legati alla tecnologia. Rize Etf segnala in particolare cinque fattori chiave da tenere presente per il 2022. E sono peraltro cinque anche i sotto-settori associati a questa tematica di nicchia: reti di pagamento con carta, processori di pagamento, fornitori di infrastrutture di pagamento, servizi di pagamento, economia e servizi legati alle criptovalute. La prima previsione riguarda i volumi delle transazioni digitali, che raggiungeranno nuovi massimi. Molti consumatori, anche grazie alla rapida diffusione degli smartphone, ora evitano i tradizionali pagamenti con carta e al loro posto usano processori di pagamento online, come PayPal o i settori Buy Now, Pay Later, un settore che ha prosperato negli ultimi anni grazie ai bassi tassi d’interesse, e metodi di pagamento alternativi come i portafogli digitali (app per smartphone). In molti mercati emergenti, i portafogli digitali hanno già eclissato il contante e creato ecosistemi di pagamento digitale completamente nuovi. Il valore delle transazioni del commercio digitale e dei pagamenti Pos mobili salirà a 10,5 miliardi di dollari nel 2025 a livello globale, con una crescita annua del 14% circa. Un’azienda ben posizionata per approfittare di questa tendenza è la fintech di pagamenti Fiserv. Ci si aspetta inoltre che le criptovalute guadagneranno ancora quote di mercato. La domanda di servizi associati potrebbe crescere e molti scambi di criptovalute hanno iniziato a offrire rimesse per i lavoratori d’oltremare e le loro famiglie, ad esempio El Salvador (6 miliardi di dollari in rimesse nel 2020 e accettazione del Bitcoin come moneta legale). L’ambiente normativo è quindi una variabile determinante. Il terzo elemento che Rize sottolinea è che viviamo in un’epoca in cui gli individui possono passare dalla povertà alla ricchezza semplicemente avviando un canale YouTube e facendo video di giochi in live streaming. La crescita esplosiva delle piattaforme digitali ha permesso ai creativi di monetizzare il loro lavoro e di rivolgersi a un pubblico veramente globale, aprendo opportunità per le soluzioni di elaborazione dei pagamenti nella creator economy, stimata intorno ai 100 miliardi di dollari a livello globale. La dimensione del solo mercato dell’influencer marketing è stata stimata l’anno scorso intorno ai 13,8 miliardi di dollari. I processori di pagamento stanno già beneficiando di questa tendenza, ad esempio Paypal lavora con la piattaforma di e-commerce Etsy, il social network incentrato sui video TikTok e il servizio di streaming Twitch. Un altro elemento a cui porre attenzione è rappresentato dall’ascesa delle valute digitali delle banche centrali, preoccupate dalla potenzialità delle classiche criptovalute di interrompere il meccanismo di trasmissione monetaria e causare instabilità finanziaria. Si tratta di una forma virtuale del denaro di un paese, ad esempio la People’s Bank Of China ha lanciato lo yuan digitale (e-CNY) nel novembre 2020, progettato per competere con le valute digitali. Ma qualcosa si sta muovendo in Asia anche a Singapore, India, Pakistan, Corea del Sud, Thailandia, per non parlare dell’euro digitale, tutte dinamiche però di medio termine. Infine, si segnala una solida pipeline di Ipo e M&a: Ebanx (fintech brasiliana) sembra pronta ad un’offerta pubblica iniziale, stessa considerazione per Revolut come per Checkout.com, Flutterwave, Nium, etc. Un esempio di M&a è stato l’acquisizione di Afterpay da parte di Block. Afterpay era la più grande azienda australiana di “compra ora, paga dopo”, permettendo ai suoi 16 milioni di utenti di pagare beni e servizi a rate. L’attività di M&a è particolarmente rilevante per gli operatori storici (come Visa e Mastercard) che stanno cercando di modernizzare i sistemi legacy e di offrire ai clienti esperienze personalizzate e a basso costo. (riproduzione riservata)