
L’offerta di Etf a gestione attiva continua ad arricchirsi, all’interno di un trend molto ben impostato a livello europeo ed italiano. Fidelity International sta lanciando in Europa una nuova gamma, denominata Fundamental Equity, dedicata all’azionario (per ora) statunitense ad alta convinzione. I due sottostanti scelti finora interessano l’azionario Usa a grande capitalizzazione (Fidelity Us Fundamental Large Cap Core Ucits Etf) e a bassa/media capitalizzazione (Fidelity Us Fundamental Small-Mid Cap Ucist Etf), in entrambi i casi attraverso due nuovi veicoli Etf che replicano strategie di successo già presenti negli Stati Uniti, ovviamente con il marchio Ucits non presente oltreoceano.
Il tutto partendo dal fatto che l’S&P500 è cresciuto molto grazie a pochi nomi, e sembra sempre più impellente la necessità di un approccio attivo per identificare sacche di valore, non troppo care in termini di valutazione. La gamma Fundamental Etf mira a generare alpha (extra-rendimento rispetto al benchmark) attraverso scelte ad alta convinzione, che comportano un portafoglio molto ridotto e un tracking error molto elevato, dell’ordine del 3-4% annuo.
I due nuovi Etf clonano strategie già presenti in Usa e a fine ottobre saranno quotate anche a Milano, oltre ad altre sedi non Euronext (Germania, Londra, etc) dove sono già listati.
Gli Etf sono gestiti dal capo degli investimenti di Fidelity Investments, che filtra idee ad alta convinzione (dai portafogli definiti Sorgente) attingendo all’esperienza dell’asset manager in ambito di ricerca azionaria; il gestore dell’Etf potrà contare sull’esperienza dei gestori di Fidelity Investments in vari ambiti gestionali (azionario puro, strategie long-short, etc) per individuare le migliori opportunità, strategiche o tattiche, per costruire i portafogli degli Etf a gestione attiva. Il prodotto che guarda alle maggiori capitalizzazioni ha come benchmark l’S&P500 ma il portafoglio è molto più concentrato, circa 100 esposizioni. Mentre l’Etf che guarda alle piccole e medie capitalizzazioni adotta con indice di riferimento il Russell 2500 (al netto del 30% di tasse) e ingloberà circa 200 azioni.
Andrea Semino, sales director Etf & Index Italy per Fidelity International, segnala che «quest’ultimo prodotto è semitrasparente, una novità per il mercato europeo, ma ciò non comporterà penalizzazioni in termini di spread bid-ask. Infatti, i partecipanti autorizzati (gli investitori istituzionali autorizzati ad interagire direttamente con i gestori Etf per creare e rimborsare grossi quantitativi di quote) avranno visibilità totale sul portafoglio degli Etf, mentre il pubblico indistinto avrà accesso ai componenti e relativi pesi solamente su base trimestrale, con un mese di ritardo. Questo per proteggere la proprietà intellettuale della ricerca e le scelte del gestore e evitare ogni fenomeno di front running, che su titoli a minore capitalizzazione potrebbe distorcere il mercato». In termini di strategia, le aziende small cap, in particolare, tendendo a finanziarsi tramite il canale bancario, in termini di prospettive macroeconomiche potrebbero trarre profitto dai tagli dei tassi attesi da parte della Fed, grazie alla maggiore sensibilità alle politiche monetarie espansive. La frequenza di ribilanciamento per gli Etf avviene su base mensile, e il Ter è fissato allo 0,38% per il prodotto large cap e 0,43% per lo small mid cap. (riproduzione riservata)