Il 2025 è stato ancora un anno record per gli Etf, con le masse che hanno toccato nuovi massimi storici a livello globale. Nel frattempo, il numero di Etf a gestione attiva in termini di numero di lanci ha superato per la prima volta quello degli Etf passivi, anch’esso segnala di un’industria in continua a evoluzione e tutt’altro che stanca. Un altro elemento degno di nota è che, a settembre 2025, si è concretizzato il lancio di Euronext ETF Europe, la prima piattaforma paneuropea integrata per gli Etf e gli Etp; l’obiettivo di questo ambizioso progetto, ormai diventato realtà, è offrire più liquidità e meno dispersione, grazie ad un unico book di ordini per tutti i mercati Euronext (Amsterdam, Milano, Parigi, ecc.).
Guardando, invece, ai sottostanti più performanti, l’azionario sudcoreano è il singolo Paese che si è mosso meglio, con un rendimento in euro superiore al 60%, seguito da vicino dall’azionario greco e vietnamita, e con maggior distacco da quello sudafricano e brasiliano. Anche l’azionario italiano si è mosso però molto bene, in linea a quello messicano, surclassando il Giappone e l’area euro in generale. Seguono i sottostanti azionari statunitensi, dove il Nasdaq è leggermente in vantaggio rispetto all’S&P500. Hanno, al contrario, deluso l’azionario indiano, turco e indonesiano.
In termini di settori azionari, le banche europee ed italiane hanno dominato la scena, ma anche le utility europee si sono mosse con forza al rialzo, superando le risorse di base e il comparto industriale. Guardando invece ai temi, da segnalare la gran volata delle aziende che estraggono e lavorano l’oro e l’argento, che hanno più che raddoppiato di valore grazie alla volata dei metalli sottostanti; molto bene anche le azioni delle società coinvolte nella filiera del rame, dell’uranio e le terre rare, ma anche la blockchain. Delusione per i pagamenti digitali e il cloud computing. Anche in termini di Etc, ovvero pure materie prime, l’oro e l’argento svettano, mentre soffrono zucchero, cacao, cotone e gas naturale.
Infine, in ambito obbligazionario, i bond convertibili si sono mossi molto bene, grazie principalmente al contributo della componente azionaria molto tonica, seguiti dalle obbligazioni dei mercati emergenti espresse in valuta locale ma anche in dollari. Delusione, infine, per i bond indiani e cinesi in valuta locale. (riproduzione riservata)