Sabrina Principi, Responsabile ETF e gestioni indicizzate per l'Italia di BNP AM, esprime a Milano Finanza il suo punto di vista in merito alle recenti dinamiche dei mercati e ai comportamenti dei prodotti passivi. Con il diffondersi della pandemia da Covid 19 i mercati finanziari sono stati caratterizzati da una notevole volatilità, con l’indice Vix che ha toccato i sui massimi storici. In balia di notizie ogni giorno peggiori, l’assenza di una visione chiara sulla possibile soluzione dell’emergenza sanitaria, l’esteso lockdown e la mancanza di indicazioni su possibili vaccini hanno trascinato fortemente al ribasso tutti i mercati finanziari. Durante il mese di marzo abbiamo assistito a pesanti vendite sia in ambito azionario che obbligazionario proprio in risposta alla generale incertezza dettata dalla situazione improvvisa e senza precedenti. Nel vecchio continente, i deflussi in ambito ETF azionari e obbligazionari hanno raggiunto complessivamente più di 25 miliardi di euro ma se ci si focalizza sui due mesi successivi i numeri sono molto diversi; complice l’intervento delle banche centrali, il comparto obbligazionario si è reso protagonista di una nuova rimonta: 8 miliardi di euro per il solo mese d’aprile e 5 miliardi per il mese di maggio. Volendo analizzare con la lente d’ingrandimento questi flussi ciò che abbiamo constatato è che ETF con sottostanti strategie ambientali sociali e di governance hanno retto bene l’urto: mettendo a segno nuovi traguardi in termini di performance relative e le masse hanno continuato a crescere. Certo gli importi in termini assoluti sono ancora limitati, ma i tassi di crescita sono a doppia cifra e a fine maggio la crescita annua si assestava al 29,5%, specifica Principi. Che sottolinea come in questo contesto estremamente volatile e in preda all’emotività, si è constatato la notevole resilienza dimostrata dalle strategie ESG che hanno battuto gli indici tradizionali su scala mondiale. Le forti turbolenze registrate nella seconda parte del primo trimestre sono state un effettivo banco di prova per le strategie sostenibili. Lo stress test è stato ampiamente superato. Queste strategie hanno mostrato (soprattutto in ambito azionario sviluppato) una grande resilienza mettendo a segno sovra-performance consistenti rispetto agli indici tradizionali. La qualità intrinseca delle scelte SRI ha attestato, più che mai in questo periodo così tragico, di essere particolarmente premiante. Del resto, le società con i più alti rating ESG hanno di norma buoni fondamentali, bilanci in ordine e politiche sociali volte all’inclusione e alla diversità, e un’attenzione particolare alla tutela dell’ambiente. Infatti, nel mercato finanziario europeo l’indice di riferimento per le società SRI come l’MSCI Europe SRI S-Series 5 % capped ha registrato una sovra performance rispetto al corrispondente MSCI Europe di ben 600 bp (dato al 29 Maggio 2020) e analoga circostanza si è osservata sul mercato finanziario americano dove l’indice MSCI USA SRI S- Series 5% capped ha generato un extra performance di 380 bp sul corrispondente indice parent, e su scala mondiale il dato si assesta a quasi 400 bp. Sempre più clienti stanno sostituendo strategie tradizionali improntate alla capitalizzazione di mercato con strategie ESG che aggiungono alpha al portafoglio. BNP Paribas AM, sottolinea Principi, si assume l’impegno verso i propri clienti di porre la sostenibilità al centro della propria strategia, sia nell’offerta passiva che nei fondi indicizzati ESG. (riproduzione riservata)