Per LGIM, attraverso le parole di Carolina Carloni, ETF Capital Markets Specialist della società inglese, i prodotti indicizzati sono stati molto utili agli investitori anche nella recente crisi ucraina. Ma facendo un passo all’indietro, le condizioni di mercato di una volatilità senza precedenti causate dall'avvento della pandemia Covid-19 nel marzo 2020 hanno fornito una dimostrazione chiave della liquidità che gli Etf possono fornire nei momenti di stress. E così il 9 marzo 2020, quando le negoziazioni di uno degli strumenti più liquidi al mondo - i futures E-mini S&P 500 - sono state interrotte durante le ore di mercato europee, gli Etf sono riusciti invece a replicare l'S&P 500 diventando i principali strumenti in grado di fornire agli investitori anche la possibilità di coprire i portafogli. Più di recente, quando il conflitto tra Russia e Ucraina ha trascinato al ribasso i mercati, gli Etf hanno nuovamente dimostrato resilienza e liquidità. Gli Etf che replicano il mercato russo hanno peraltro continuato a negoziare per alcuni giorni dopo la chiusura del mercato azionario sottostante, il che significa che i market maker sono stati in grado di prezzare i titoli russi sottostanti utilizzando modelli di fair value o proxy come i futures dei mercati emergenti. Ma gli investitori si sono rivolti sempre più ai prodotti indicizzati anche come fonte di liquidità per allocare il capitale e gestire il rischio nei loro portafogli obbligazionari. Il valore degli Etf/Etp europei scambiati è aumentato di oltre il 45% tra il quarto trimestre del 2021 e il primo trimestre del 2022, passando da 589 a 857 miliardi di euro.
Tra gennaio e febbraio si è osservato un aumento delle attività sul mercato secondario (più del 14%, poi un ulteriore 4% circa a marzo), mentre il rapporto tra i volumi del mercato secondario e quelli del mercato primario è rimasto costante o è leggermente aumentato in tutti gli Etf Ucits di LGIM, segnala Carloni. Questo è un chiaro segnale del fatto che gli investitori non si sono affrettati a vendere i loro investimenti in Etf, con gli acquirenti e venditori naturali che hanno scambiato le loro posizioni sul mercato secondario dei prodotti indicizzati senza dover vendere i titoli nei mercati sottostanti: il mercato secondario ha quindi agito da cuscinetto di liquidità e anche in circostanze di mercato estreme non si è osservata una significativa diminuzione del rapporto tra il mercato secondario e quello primario. I dubbi secondo cui i market maker e i partecipanti autorizzati avrebbero avuto grossi problemi in tempi di stress di mercato si sono rivelate infondati. Al contrario, l'ecosistema degli Etf ha risposto nuovamente in modo efficiente all'aumento dei volumi e della volatilità, diventando una sorta di "porto sicuro" in un periodo di chiusura di alcuni mercati o in periodi di rapida scomparsa della liquidità. A tal proposito, secondo Carloni l’ampliamento degli spread denaro-lettera è un modo con cui i market maker cercano di prezzare il rischio e la mancanza di liquidità nei titoli sottostanti, unita all'alta volatilità, sono stati tra i responsabili di tale ampliamento all'inizio del 2022. Tutti gli Etf Ucits di LGIM hanno continuato a operare durante tale fase di mercato ma la liquidità ha un costo, rappresentato dagli spread che si sono ampliati.
Gli Etf hanno dimostrato ancora una volta come possano aggiungere stabilità ai mercati dei capitali, offrendo sia liquidità che facile accesso al mercato, conclude l’esperto di LGIM. (riproduzione riservata)