La recente volata del mercato europeo è stata alimentata principalmente dai settori speculativi, mentre altri comparti sono rimasti indietro. Questo lag di performance può rappresentare un’opportunità, ad esempio nel comparto energetico. Ne è convinta ETFS, che vede valore nelle attuali quotazioni delle azioni del settore energetico europeo ma non solo. Un elemento di interesse è rappresentato ad esempio dal fatto che le performance del settore energetico hanno subito un ritardo rispetto al recupero dei prezzi del petrolio delle precedenti settimane. Mentre il prezzo del petrolio è crollato del 13% nel mese di marzo e da lì è risalito dell’8%, ritornando vicino ai livelli precedenti al calo, le azioni petrolifere hanno recuperato solo il 2% rispetto alle azioni globali, evidenziando potenzialità di extra-performance da li in avanti. Le valutazioni del settore sono peraltro state già prezzate, per via di un outlook più ribassista a causa del petrolio, nonostante la presenza di alcuni importanti elemento di supporto al prezzo. ETFS a tal proposito si aspetta oscillazioni all’interno delle quotazioni del greggio di un trading range abbastanza ristretto nel medio termine. I problemi di conformità dei tagli interni all’Opec probabilmente bloccheranno la crescita dei prezzi, mentre la produzione statunitense di olio di scisto (shale oil) potrebbe esercitare pressioni al ribasso. Le posizioni speculative lunghe sulla materia prima erano arrivate ad un estremo superiore alla fine di febbraio, e da lì sono diminuite ed ora appaiono più bilanciate, rimuovendo alcuni rischi al ribasso. Inoltre stiamo entrando in un periodo dell’anno storicamente favorevole ai prezzi del petrolio – in media, negli ultimi dieci anni il prezzo tende a salire da marzo ad agosto –, e le condizioni della domanda globale continuano ad apparire robuste anche di fronte ai rischi crescenti dell’offerta provenienti dallo shale oil e dall’Opec. In merito alle azioni del settore, il comparto energetico esprime oggi il più alto dividend yield rispetto a qualsiasi altro settore ciclico, e offre anche la crescita più elevata dell’utile per azione nei prossimi tre anni. Le azioni del settore stanno già prezzando un outlook in cui i prezzi del petrolio debbano rimanere bassi per lungo tempo. Il price to book e il dividend yield relativi all’intero mercato stanno scambiando entrambi ad una deviazione standard al di sotto della loro media di lungo termine. Il settore è inoltre contraddistinto oggi da un dividend yield molto elevato (3,6% a livello globale) rispetto ai settori ciclici. Per il benchmark MSCI World Energy il price to book sta scambiando ad un tasso di sconto del 20% rispetto a quello dei settori dei materiali di base e del 40% rispetto a quello industriale. Il settore sembra invece meno attraente sul fronte del P/E poiché gli utili stanno ancora recuperando, ed è previsto che abbia la più forte crescita dell’EPS rispetto a qualsiasi altro settore. Infine, i bilanci delle società energetiche sono molto più sani, riuscendo a limitare il rischio di credito anche in uno scenario in cui i prezzi del petrolio rimangano bassi molto a lungo. Il ribasso nei prezzi del petrolio non ha causato spread elevati sul rendimento dei titoli energetici meritevoli di riduzione grazie al fatto che le imprese petrolifere mondiali hanno attraversato un periodo con costi mai visti prima e tagli alle spese per il capitale (capex). Ciò ha aiutato il rendimento atteso dei flussi di cassa del settore a ritornare in territorio positivo per la prima volta in tre anni e dovrebbe favorire il consolidamento delle future politiche di pagamento dei dividendi delle aziende. Il principale rischio si annida invece nei prezzi del petrolio, in caso di deterioramento della conformità fra i membri dell’OPEC. Estendere l’accordo di fine 2016 potrebbe essere difficoltoso dato che i paesi non-OPEC stanno tagliando di più rispetto alla conformità. Dovremmo ricevere un aggiornamento della situazione al prossimo meeting dell’OPEC previsto per il 25 maggio. (riproduzione riservata)