
La scarsità idrica è un tema globale da decenni, e in termini di Etf sono numerosi i prodotti che permettono di accedere alle aziende che ne possono trarre beneficio. D’altronde, circa la metà della popolazione mondiale vive periodi di grave carenza d’acqua ogni anno, mentre gli effetti combinati di agricoltura intensiva, urbanizzazione e industria hanno portato le risorse idriche sotto una crescente pressione. Le falde sono in declino, le siccità ricorrenti e le infrastrutture sempre più obsolete, con i sistemi idrici attuali al limite. Ma proprio mentre l’acqua diventa più scarsa, è arrivata una nuova categoria di mega-consumatori di oro blu: i data center e le fabbriche automatizzate.
First Trust sottolinea a tal proposito che ogni ricerca online, streaming o modello di AI genera calore nei server, e la maggior parte delle strutture utilizza acqua per raffreddarli. Già nel 2020, prima dell’esplosione dell’AI, il 43% dell’elettricità consumata dai data center statunitensi era destinato al raffreddamento, spesso attraverso sistemi evaporativi che comportano elevatissimi prelievi di acqua. Con la crescita dei modelli generativi, questa dipendenza è ancora più evidente e la sostenibilità dell’infrastruttura digitale dipende sempre di più non solo da chip e energia, ma anche dalla disponibilità d’acqua.
Il mercato del raffreddamento dei data center è previsto in crescita a un tasso annuo del 16,7% fino al 2031. E mentre i servizi digitali proliferano, il numero di data centre pubblici passerà da 5709 nel 2024 a oltre 8378 nel 2030, un aumento del 46,7%. La loro impronta idrica è enorme: un hyperscaler (azienda che gestisce enormi data center) può consumare oltre 2 milioni di litri d’acqua al giorno. Anche l’AI contribuisce in modo significativo: ChatGPT-3, ad esempio, utilizza circa 500 ml ogni 10-50 risposte. Entro il 2027, la domanda idrica globale dell’AI potrebbe raggiungere 4,2–6,6 trilioni di litri, equivalenti a 4–6 volte i prelievi annuali della Danimarca. E una tazza di caffè richiede 140 litri d’acqua, un chilo di carne bovina oltre 15 mila litri.
Una situazione che richiede urgentemente investimenti, tecnologie di trattamento avanzate e infrastrutture resilienti.L’espansione dei data center crea una domanda stabile, ricorrente e altamente tecnica di servizi idrici. Le opportunità principali includono la fornitura e lo stoccaggio, il trattamento e riuso, tecnologie di raffreddamento innovative, monitoraggio e compliance. In tal senso, aziende come Muller, Xylem e Advanced Drainage Systems stanno già rispondendo a questa domanda con infrastrutture dedicate: dall’installazione di sistemi idrici completi per campus hyperscale, ai filtri e UV per ridurre l’uso di chimici ed energia, fino ai sistemi di drenaggio avanzato per siti di grandi dimensioni. In conclusione, sottolinea l’analisi di First Trust, la convergenza tra scarsità idrica e crescita dell’infrastruttura digitale definisce una nuova frontiera: i data center non possono funzionare senza acqua, e la gestione efficiente di questa risorsa sarà un pilastro dell’economia dei dati.
Per le water companies questo trend rappresenta un’opportunità strategica, ecco perché l’asset manager ha quotato l’Etf First Trust Nasdaq Clean Edge Global Water, che offre esposizione alle società che traggono una parte sostanziale dei loro ricavi dalla distribuzione dell'acqua, servizi ausiliari quali consulenza, costruzione e misurazione, infrastrutture (pompe, tubature e valvole) e soluzioni idriche (depurazione e filtrazione).
La selezione dell’indice (ribilanciato ogni sei mesi) inizia con le società quotate nel Nasdaq Global che traggono una parte sostanziale dei loro ricavi dal settore dell'acqua e Clean Edge identifica poi ciascuna azienda idonea come «pure play» o «diversificata»: nel primo caso sono le aziende che ricavano il 50% o più dei propri ricavi dai settori idrici. Si applicano poi filtri di capitalizzazione minima e liquidità. Ai titoli pure play viene assegnato un peso collettivo dell'80% e ai titoli diversificati un peso collettivo del 20%. I titoli vengono poi equiponderati, e nella selezione delle aziende sono anche applicate logiche Esg (l’Etf è, infatti, classificato come articolo 8 della normativa europea Sfdr). (riproduzione riservata)