Saltuariamente gli opinionisti dichiarano la morte del portafoglio 60% azioni/40% obbligazioni, e ultimamente le voci si sono fatte ancora più forti a causa dei forti cali di entrambe le forme di investimento. Ma, sulla base della storia, i portafogli bilanciati sono ancora in grado di esprimere utilità, secondo Vanguard. Roger Aliaga-Diaz, Chief Economist del colosso degli investimenti a basso costo, parte dalla considerazione oggettiva di un momentaneo disallineamento all’interno della normale diversificazione dei rischi di un portafoglio multi-asset. Ma brevi cali simultanei sia di azioni sia di obbligazioni non sono insoliti nel passato.
Dal 1976 ad oggi, i rendimenti complessivi mensili delle azioni e delle obbligazioni investment-grade statunitensi sono stati negativi per quasi il 15% del tempo. Si tratta di un mese di ribassi congiunti ogni sette mesi circa, in media. Ma allungando l'orizzonte temporale, i cali congiunti sono stati molto meno frequenti: negli ultimi 46 anni gli investitori non hanno mai registrato un periodo di tre anni di perdite in entrambe le classi di attività. Storicamente, quindi, la diversificazione tra azioni e obbligazioni si riprende nel giro di pochi mesi. I drawdown dei portafogli 60% azioni/40% obbligazioni si sono verificati più regolarmente rispetto ai cali simultanei di azioni e obbligazioni, per via della volatilità molto più elevata delle azioni. I rendimenti totali a un mese sono stati negativi un terzo delle volte negli ultimi 46 anni. I rendimenti a un anno di tali portafogli sono stati negativi circa il 14% delle volte, ovvero in media una volta ogni sette anni circa, specifica Aliaga-Diaz. Inoltre, nonostante un primo trimestre storicamente negativo, con una perdita di quasi il 6%, le obbligazioni hanno perso solo una frazione di quanto hanno lasciato sul terreno le azioni dal 3 gennaio al 14 marzo 2022. Inoltre, quando i tassi d'interesse sono in risalita è bene tenere a mente che la dinamica dei Fed funds influisce solo marginalmente sui rendimenti e sui prezzi delle obbligazioni, alimentati da altri elementi macroeconomici. Il 17 marzo la Federal Reserve ha aumentato il tasso di sconto di un quarto di punto percentuale, segnalando che aumenti fino ad altre 6 volte quest'anno. In risposta, alcuni investitori potrebbero pensare che conviene rimanere liquidi e riacquistare obbligazioni dopo il completamento dei rialzi dei tassi della Fed; ma la storia ha dimostrato che spesso non è necessario aspettare la fine del ciclo di rialzi dei tassi per beneficiare di rendimenti positivi. Peraltro, una attenta analisi della duration del portafoglio, rispetto al proprio orizzonte temporale, può aiutare ad evitare brutte sorprese.
La matematica dei portafogli 60/40 tende quindi confutare gli iettatori che vorrebbero far sembrare tale pratica inutile o persino dannosa. L'obiettivo del portafoglio 60/40, secondo il Vanguard Capital Markets Model (Vcmm), è quello di ottenere in futuro un rendimento annualizzato a lungo termine di circa il 7%, rispetto al 8,8% medio ottenuto dal 1926 ad oggi. Il rendimento medio che Vanguard si aspetta può essere raggiunto anche se a periodi di rendimenti negativi (come quest'anno) seguono periodi di rendimenti elevati. D'altra parte, la matematica dei rendimenti medi suggerisce che i periodi di performance negative devono essere seguiti da anni con rendimenti superiori alla media. E in effetti, con le correzioni di mercato dell'ultimo anno, le prospettive di rendimento del portafoglio 60/40 sono migliorate, non diminuite. I rendimenti decennali previsti dal Vcmm per le azioni statunitensi sono aumentati di 1,3 punti percentuali dalla fine del 2021 e quelli delle obbligazioni statunitensi a 10 anni di 1,6 punti percentuali. Complessivamente, le previsioni di rendimento medio annualizzato a 10 anni per il 60/40 sono ora superiori dell’1,3% rispetto a prima dell'aggiustamento del mercato. Gli investitori dovrebbero quindi mantenere i loro programmi di investimento e la disciplina, e ne saranno ricompensati se avranno un po' di pazienza. (riproduzione riservata)