
L’asset class obbligazionaria continua a mantenere un elevato appeal, per una serie di motivazioni, a partire dai rendimenti tornati allettanti un po' ovunque. Al tempo stesso, l’incertezza si fa molto più forte per l’azionario, elemento che a sua volta contribuisce a dar senso ad una esposizione di portafoglio che tenga conto anche dei bond, in ottica difensiva e di diversificazione. Vanguard ha recentemente lanciato l’Etf Vanguard Global Government Bond Ucits Etf, una nuova soluzione sul reddito fisso che rappresenta un ulteriore building block da utilizzare nella parte core dei portafogli degli investitori. Con questa aggiunta europea, Vanguard porta a 34 il numero di prodotti indicizzati sul reddito fisso.
Mark Fitzgerald, head of product specialist di Vanguard Europe, analizza le caratteristiche del nuovo veicolo, che si inserisce perfettamente nella logica «less is more» della società di investimento. Come spesso accade per i prodotti di Vanguard, si ricerca la massima diversificazione possibile a costi competitivi. Secondo Fitzgerald, quando si tratta di reddito fisso, gli investitori sono spesso tentati di investire localmente, soprattutto per motivi di conoscenza del mercato: ma maggiore diversificazione con un'allocazione in titoli di Stato globali può aiutare a ridurre il rischio di un portafoglio obbligazionario, senza necessariamente diminuire i ritorni attesi, a condizione che il rischio valutario sia coperto. Aggiungendo i titoli di Stato globali, gli investitori acquisiscono un’esposizione a un maggior numero di titoli, a diversi contesti inflazionistici ed economici, nonché ai cicli economici su una più ampia gamma di mercati.
Nell’attuale fase di mercato Fitzgerald si aspetta ancora contributi positivi da un giusto mix di azioni e obbligazioni: i titoli di Stato di alta qualità e con rating investment grade agiranno da diversificatori. Vanguard si aspetta che i titoli di Stato investment grade di alta qualità possano fungere da diversificatori nei portafogli multi-asset, se le aspettative di crescita dovessero peggiorare significativamente. Soprattutto se l'inflazione è sotto controllo, le banche centrali, data la posizione dei tassi, hanno un margine significativo per tagliare rapidamente e in modo sostanziale i tassi per sostenere l'economia, se necessario. Oltre al ruolo di diversificazione, i rendimenti dei titoli di Stato sono, inoltre, interessanti rispetto a gran parte dell'era post-grande crisi finanziaria. Dato il livello attuale dei rendimenti obbligazionari, i titoli di Stato potrebbero anche offrire rendimenti reali, al netto dell’inflazione, positivi.
Vanguard adotta inoltre, per gli Etf obbligazionari, la copertura sistematica del rischio valutario, che può avere un costo non marginale sul lungo periodo rispetto a strategie senza hedging valutario: ma, per Fitzgerald, si tratta principalmente di una decisione di gestione dei rischi. Se si osservano le dinamiche dei rendimenti degli indici di obbligazioni governative globali coperte e non coperte in euro, la volatilità dell'indice coperto dalle oscillazioni valutarie è poco più della metà di quella dell'indice non coperto. Invece, la variazione di volatilità derivante dalla copertura dei titoli azionari non è neanche lontanamente significativa. Ecco perché gli investitori tendono a lasciare le posizioni azionarie non coperte dal rischio valutario. In ottica di portafoglio ne consegue che gli investitori diversificati a livello globale già detengono un rischio valutario non coperto.
Passando all’Etf da poco lanciato, il prodotto ha l’obiettivo di replicare l'indice Bloomberg Global Treasury Developed Countries Float Adjusted, ad un Ter limitato allo 0,10% annuo. La grande diversificazione arriva dalla esposizione a 1.350 obbligazioni (replica fisica, senza prestito titoli), con una durata media importante (vicina ai 9 anni) che si affianca alla duration modificata di 7,1, il che ovviamente innesca un buon rischio di tasso. A livello geografico gli Usa dominano che il 48% del portafoglio, seguono Giappone 11,4%, Francia 7,2%, Italia 6,7%. Il rating è elevato, grazie al 10% circa di emissioni AAA, 65% di AA, 7% di A: il rendimento a scadenza del comparto, al 3 aprile 2025, era pari al 3,52%. (riproduzione riservata)