Milano Finanza - Numero 119 pag. 53 del 18/06/2022
Spdr rimane convinta che le azioni in sterline offrano una buona protezione dai rischi geopolitici in atto, e sono ancora a sconto rispetto al resto del mondo.
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Nell’ultimo Spdr Espresso vengono messi in evidenza alcuni elementi interessanti in merito al mercato azionario inglese. Gli indici azionari anglosassoni stano infatti muovendosi bene rispetto al resto del mondo, ma per l’asset manager americano i venti di coda soffiano ancora oggi a favore di una posizione in sterline. Le azioni del Regno Unito sono una delle poche aree di investimento che finora hanno protetto gli investitori dal deterioramento del contesto macroeconomico e geopolitico osservato nel 2022. Le ragioni principali della sovraperformance hanno per buona parte a che vedere con la composizione settoriale, le valutazioni interessanti e la minore dipendenza dalle risorse russe rispetto all'Europa continentale, vantaggi che possono persistere per il resto dell’anno. La sterlina si è peraltro indebolita non poco rispetto al dollaro Usa, fornendo un'ulteriore spinta agli esportatori e alle società globali incluse nell'indice Uk Ftse All-Share. La ragione più importante della performance relativa delle azioni britanniche è la composizione settoriale e industriale, che si adatta bene al contesto attuale. Una delle sfide che i mercati azionari hanno dovuto affrontare è la combinazione di un aumento dei rendimenti e di un appiattimento della curva dei rendimenti, soprattutto negli Usa. Le società finanziarie del Regno Unito, che rappresentano ben il 22% dell'indice, sono ben posizionate su questo fronte in quanto la curva dei rendimenti inglese è relativamente ripida e consente di trasformare l'aumento dei rendimenti in un miglioramento dei margini di interesse netti. Gli investitori devono inoltre affrontare i prezzi elevati delle materie prime, uno dei principali fattori che alimentano l’inflazione; e i titoli azionari del Regno Unito sembrano be posizionati per cogliere questo tema.
L'energia, che è il più evidente beneficiario dell'aumento dei prezzi del petrolio, rappresenta circa il 10% dell'indice azionario britannico, una quota più che doppia rispetto a quella delle azioni sviluppate globali. L'altro settore che beneficia dei prezzi elevati delle materie prime è quello dei materiali anche se sono le società minerarie le principali beneficiarie. A questo proposito, l'indice UK FTSE All Share offre un'esposizione interessante a tali aziende, che rappresentano circa il 7% dell'indice rispetto all’1% scarso del Msci World. Inoltre, la forte presenza dei settori difensivi dei beni di consumo (15% dell'indice) e della sanità (12%) fornisce la necessaria difesa contro il rallentamento dell'economia globale. E il settore dei beni di consumo discrezionali comprende un'esposizione minima alle automobili e ai componenti, consentendo così agli investitori di evitare alcune delle conseguenze delle sanzioni contro la Russia. Considerando quanto detto Spdr ritiene l’azionario Uk ancora interessante in termini relativi, in quanto l'inflazione non sembra voler diminuire e la curva dei rendimenti britannica rimane ripida. Per concludere, le valutazioni delle azioni del Regno Unito rimangono estremamente a sconto rispetto a quelle del resto del mondo sviluppato, come ben evidenziato dal rapporto tra il P/e atteso del Regno Unito rispetto a quello del Msci World, che accenna ad una inversione solo negli ultimi mesi grazie al buon momentum espresso nel 2022 dall’azionario in sterline. Uno dei modi per sfruttare questa tematica è attraverso un prodotto indicizzato ad un indice azionario Uk, e sul listino italiano ce ne sono diversi. (riproduzione riservata)