

Ci sono però state buone notizie su questo fronte nella recente stagione degli utili aziendali. Che hanno sorpreso al rialzo e, cosa forse ancora più importante, le previsioni per il 2022 sono state ulteriormente incrementate. Spdr ritiene che le aziende siano in una buona posizione per confermare tali aspettative, e il rapporto medio prezzo/patrimonio netto per l'indice Msci World si trova ora sotto 20, un livello ritenuto sostenibile. L’asset manager confida parallelamente che i rendimenti obbligazionari rimangano sotto il 2% e che di riflesso i prezzi delle azioni continueranno ad essere guidati da utili, dividendi e buyback. In particolare, le azioni europee si trovano in un punto privilegiato per il 2022. Da un lato, per Spdr, offrono valutazioni interessanti rispetto alle loro controparti statunitensi e l'attuale sconto prezzo-utile per l'Msci Europe è inferiore alle medie decennali, e la crescita degli utili in Europa dovrebbe superare quella degli Stati Uniti e di altre aree del mondo. Sulle singole tematiche, i titoli ciclici beneficeranno della spesa per le infrastrutture a livello globale, mentre un graduale irripidimento della curva dei rendimenti potrebbe favorire i titoli finanziari. La cautela è invece ancora giustificata per i mercati emergenti, in quanto le aziende devono ancora beneficiare appieno della riapertura degli scambi: Spdr si aspetta che qui la crescita prenda forma più tardi nel 2022, quando i tassi di vaccinazione miglioreranno, anche se la Cina merita un occhio di riguardo rispetto al grosso dei sottostanti emergenti. In termini settoriali, materie prime e titoli ciclici rappresentano la migliore copertura contro l'inflazione, ma l’alta volatilità può darsi premi la gestione attiva piuttosto che quella passiva in tali ambiti. In termini di fattori di stile la qualità dovrebbe essere ancora dominante nel 2022, conclude Spdr. (riproduzione riservata)