Non sempre la storica diatriba tra gestione attiva e passiva propende nettamente a favore di una o l'altra soluzione. Ed anzi nei recenti studi della Lyxor Dauphine Research Academy si è evidenziato come la gestione attiva è in grado, paradossalmente, di trarre beneficio dalla sempre maggiore diffusione degli strumenti a gestione passiva. Secondo questo studio infatti l'aumento degli strumenti a replica passiva può essere considerato, diversamente da quanto solitamente si ritiene, più un'opportunità che una minaccia per i gestori attivi, creando in questo modo un equilibrio più efficace dove ogni stile di gestione trova il proprio ruolo. Ad esempio nella ricerca "Smart Beta, Smarter Flows" i ricercatori universitari hanno dimostrato che l'introduzione dei fondi passivi ha a tutti gli effetti favorito gli investitori alimentando la competizione nell'industria del risparmio gestito. Sempre tra i fondi passivi, la crescente disponibilità di strumenti Smart Beta sta comportando un maggiore sforzo per gestori attivi a generare nel tempo un vero alfa, per continuare a raccogliere flussi di capitali che giustifichino i maggiori costi rispetto ai prodotti passivi. A conclusioni simili è giunta un'altra ricerca, per cui il maggior utilizzo di fondi passivi potrebbe aiutare i gestori attivi a sostenere le performance e gli afflussi di capitali. Complessivamente, le ricerche accademiche commissionate dalla Lyxor Dauphine Research Academy nel 2018 segnalano che nell'industria del risparmio gestito si raggiungerà un punto di equilibrio tra gli investimenti passivi e quelli attivi. Il grafico in pagina evidenzia il posizionamento negli anni dei gestori attivi in termini di capacità di battere il benchmark, per i fondi domiciliati negli Usa, intesa come percentuale di fondi che sono riusciti a fare meglio del parametro di riferimento assegnatogli. I deflussi dal mondo attivo sembrano da questo punto di vista giustificabili se si considerano i risultati non soddisfacenti ottenuti. Per quanto riguarda i flussi, rimane tutt'oggi preponderante il vantaggio della gestione passiva in ambito azionario, mentre nel contesto fixed income la strada è ancora lunga da percorrere. Dall'estate del 2015 ad oggi si evidenzia un netto vantaggio come nuovi flussi per i fondi passivi, rispetto a quelli attivi, in ambito azionario, mentre nel contesto bond l'obbligazionario è dominato dalla gestione attiva; ma attenzione in quanto nella seconda parte del 2018 mentre i prodotti attivi sono indietreggiati come raccolta, quelli passivi hanno confermato il trend crescente, seppur a tassi inferiori rispetto a quelli gestiti attivamente. Marlène Hassine Konqui, Head of ETF Research di Lyxor AM ha a tal proposito segnalato che tuttora i fondi passivi rappresentano una minima parte nell'industria del risparmio gestito globale, ma il loro impiego rende gli investitori più sensibili ai parametri di misurazione in merito alle abilità dei gestori attivi. Gli Etf non sostituiranno di riflesso i gestori attivi che riusciranno ad offrire buone performance, e i due differenti stili di gestione manterranno ciascuno una propria quota di mercato: entrambi hanno un ruolo distinto nella costruzione dei portafogli di investimenti. A sua volta Benjamin Bruder, Head of Quantitative Research di Lyxor AM ha aggiunto che è la combinazione tra gestione attiva e passiva a generare una performance ottimale. Per l'esperto i risultati della ricerca confermano che l'idea di una contrapposizione tra gestione attiva a passiva è ormai inappropriata, in quanto l'esposizione ad entrambe può apportare valore aggiunto al portafoglio. (riproduzione riservata)