Milano Finanza - Numero 089 pag. 53 del 07/05/2022
Sempre più a braccetto la gestione attiva e quella indicizzata, secondo Credit Suisse Am. E gli Etf non sono l’unica scelta possibile in ambito passivo.
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Credit Suisse Am si considera a tutti gli effetti un index solutions provider, una fabbrica prodotto specializzata in grado di offrire una gamma completa di strumenti indicizzati, quando serve anche ad alta personalizzazione. Senza dubbio sarebbe riduttivo classificarla come Etf provider, anche se l’attenzione allo strumento indicizzato per eccellenza è alta. Valerio Schmitz-Esser, responsabile Index Solutions per Credit Suisse Am, mette in luce a Milano Finanza quale è il percorso intrapreso dalla società in merito alle gestioni indicizzate, mettendo in evidenza i pro e contro dell’approccio attivo piuttosto che di quello passivo nelle sue differenti forme. Le soluzioni indicizzate offrono senza dubbio un’ottima diversificazione e di fatto permettono di eliminare il rischio specifico: in tal senso ci si aggancia anche alla teoria dei mercati efficienti, che permette di comprendere quando può essere più utile usare strumenti a gestione attiva anziché passiva. Per l’esperto di Credit Suisse Am, infatti, nei mercati che possono essere considerati altamente efficienti ed evoluti (ad esempio l’azionario statunitense o segmenti molto liquidi del mercato obbligazionario) può essere più utile adottare l’approccio passivo, attraverso fondi indicizzati o Etf. Molto più difficile, infatti, riuscire a battere il mercato in un ambiente liquido, trasparente ed efficiente. Al contrario, nei mercati che esprimono ancora oggi sacche di inefficienza può valere la pena abbracciare prodotti a costi più elevati e con flessibilità gestionale. Ne sono un esempio i mercati emergenti, sia bond che equity, o l’ambiente corporate high yield. I fund buyer in particolare adottano tipicamente un mix di gestioni attive e passive, facendo attenzione ad ottimizzare il total cost of ownership che considera tutte le voci di costo che possono impattare sulla performance di un prodotto finanziario. Adottare un approccio indicizzato minimizza anche il rischio di sottoperformance rispetto ad uno specifico mercato, che implica giustificazioni nei confronti degli investitori. Schmitz-Esser specifica a tal proposito le differenze tra un fondo indicizzato (chiamato anche passivo) e un classico Etf. Se è vero che entrambi replicano un indice in termini di rendimento, il fondo indicizzato esprime un solo Nav a fine giornata; tutti gli investitori possono quindi agganciarsi a tale valore in modo univoco, e a costi di transazione più contenuti rispetto agli Etf in quanto questi ultimi possono presentare bid-ask spread non da poco, a seconda del contesto di mercato e del sottostante. Diversamente, tra i vantaggi degli Etf spicca la negoziabilità intraday, molto apprezzata dagli amanti del trading, e il fatto che il prodotto sia quotato sui mercati regolamentati rende estremamente semplice l’accesso a qualunque investitore. Esistono quindi spazi di miglioramento in merito alla distribuzione dei fondi indicizzati, in quanto solo un sottoinsieme potrà essere sottoscritto dai piccoli investitori, a differenza degli Etf, in funzione degli accordi distributivi della propria banca o broker.
Guardando alla gamma degli Etf, Credit Suisse Am ha scelto di focalizzarsi in Italia sui sottostanti con filtri Esg, cavalcando un’onda impossibile da evitare. Principalmente attraverso il provider Msci (indici Msci Esg Leaders), affiancato da Ftse nel caso del sottostante immobiliare. A tendere l’offerta verrà però ampliata, andando a coprire l’ambito obbligazionario e sfumature più radicali rispetto alle scelte fino ad ora effettuate nell’ambiente equity. Anche i singoli temi verranno affrontati, e ne è un assaggio il recente listing dell’Etf CSIF Msci Usa Tech 125 Esg Universal Blue; in questo caso si uniscono temi tecnologici ad alta potenzialità a filtri di sostenibilità. Questo Etf espone l’investitore alla dinamica delle aziende statunitensi focalizzate sull’innovazione tecnologica, privilegiando le società che evidenziano un punteggio ambientale, sociale e di governance più alto. Le tematiche inglobate nell’indice che l’Etf replica sono in estrema sintesi la trasformazione tecnologica in internet e nella digitalizzazione, mobilità, tecnologia autonoma, automazione industriale e sanità digitale. Mentre nel Nasdaq100 non ci sono solamente titoli tecnologici. Infine, Schmitz-Esser segnala anni difficili per le strategie fattoriali, ma il prodotto di casa che guarda all’azionario mondiale a bassa volatilità e filtri Esg non ha deluso: se è vero che negli ultimi 3 anni l’Etf CSIF Msci World Esg Leaders Minimum Volatility Blue ha restituito mediamente il 13,1% annuo rispetto al +20% annuo dell’indice Msci World in euro, da inizio anno la discesa del prodotto indicizzato si è fermata al 2% circa, rispetto al -6,3% dell’azionario globale in euro. Un buon modo per cogliere le opportunità di lungo periodo dell’azionario ma con dosi di rischi più contenute. Nel frattempo, le masse investite in prodotti indicizzati di Credit Suisse Am hanno raggiunto 181 miliardi di euro. (riproduzione riservata)