Milano Finanza - Numero 210 pag. 56 del 23/10/2021
WisdomTree mette sotto i riflettori i fattori che potrebbero comportare un ulteriore aumento del prezzo per grano, soia e mais.
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Che l’andamento delle commodities sia oggi un tema bollente lo si evince da molti punti di vista. Ad esempio, l’indice Bloomberg Cmci, che racchiude un paniere diversificato di materie prime, evidenzia negli ultimi 10 anni una performance media annua prossima allo zero, ma accorciando l’analisi agli ultimi 3 anni e 12 mesi i valori di rendimento annuo schizzano rispettivamente a + 9,1% e +47% circa. Il collo di bottiglia legato all’offerta è uno dei fattori chiave, ma altri elementi sono da tenere d’occhio, soprattutto in merito ai prodotti agricoli. Nitesh Shah, direttore della ricerca per WisdomTree, segnala a tal proposito che i meteorologi della National Oceanic and Atmospheric Administration e l'International Research Institute for Climate and Society stimano una probabilità del 70-80% di un ritorno del fenomeno conosciuto come La Niña per quest’inverno. Le perturbazioni meteorologiche derivanti da questo fenomeno meteo potrebbero alimentare un aumento dei prezzi per diverse materie prime agricole, in particolare grano, mais e soia. La Niña è una dinamica naturale dovuta alla fluttuazione delle temperature oceaniche nel Pacifico equatoriale centrale e orientale, che cambia i moti degli alisei e quindi ha effetti sul meteo di tutto il globo terrestre. La Niña è la fase fredda del fenomeno meridionale forse più conosciuto, El Niño, per cui le temperature oceaniche nella regione del Pacifico equatoriale diminuiscono di più di 0,5°C rispetto al normale. Ma questo non significa che anche le temperature mondiali siano più fredde ovunque, infatti, La Niña può rendere alcuni luoghi più freschi e umidi del normale e altri luoghi più secchi e caldi del normale. Il problema principale è che questi modelli climatici cambiano il tempo rispetto a quello che ci si aspetta normalmente e ciò ha impatto sui prodotti di base che dipendono dal clima, come appunto i prodotti agricoli. Diversi studi hanno dimostrato, continua Shah, che La Niña ha un impatto sulle rese dei raccolti, inclusi grano, soia e mais.
Tipicamente, le regioni in cui i raccolti di grano, soia e mais diminuiscono (come il Nord, Centro e Sud America) superano quelle in cui La Niña fa aumentare i raccolti (come l'Africa occidentale). Guardando alle dinamiche dei prezzi delle materie prime agricole negli ultimi 13 episodi di La Niña, dal 1950 ad oggi, in tutti e 13 i casi i prezzi del grano sono aumentati sei mesi dopo l'inizio di tale evento naturale. In 10 dei 13 episodi anche il mais si è mosso al rialzo. In 9 episodi su 13, la soia e il cotone sono saliti sei mesi dopo l'inizio dell'evento. Per la maggior parte delle altre materie prime, i risultati sono invece contrastanti. Le scorte più basse potrebbero invece rendere i prezzi delle materie prime agricole più sensibili agli eventi meteorologici; le scorte di molte colture rimangono al di sotto degli anni precedenti e la capacità di assorbire uno shock produttivo è più sottile. Secondo i dati dell'Usda, nel settembre 2021 le scorte di grano sono scese del 18%, quelle di mais del 36% e quelle di soia del 51% rispetto al settembre 2020: la Niña potrebbe quindi fornire una ulteriore spinta al rialzo dei prezzi per queste materie prime agricole. (riproduzione riservata)