
Il recente rally dell’azionario cinese ha preso in contropiede molti investitori, sottopesati su un sottostante che negli ultimi anni aveva parecchio deluso. Ma per Brendan Ahern, CIO di KraneShares, il bello potrebbe ancora venire, in quanto i margini di recupero dell’azionario cinese rimangono elevati. Negli ultimi tre mesi gli indici azionari locali hanno invertito il trend negativo del precedente triennio e, secondo l’esperto, continuano ad esserci diverse ragioni che fanno sperare che non si tratti di un falso segnale. Innanzitutto, l’intervento governativo, con decisi acquisti sul mercato annunciati pubblicamente, che si è concentrato su Etf quotati localmente, come peraltro già osservato in passato in Giappone. Secondo Ahern, buona parte di tali interventi (che stanno influenzando in modo positivo il sentiment degli operatori) avvengono tramite il Northbound Stock Connect, piattaforma che collega la Borsa di Hong Kong con quella di Shanghai, che ha effettivamente visto crescere i propri volumi in misura significativa: l'attenzione si è concentrata sulle società a grande capitalizzazione disponibili attraverso il programma Stock Connect, perché hanno il peso e l'influenza più elevati sugli indici. Alla luce di ciò, potrebbe essere più sensato per un investitore guardare a strumenti che mirano ai titoli a grande capitalizzazione, rispetto ad altri prodotti legati alla Cina continentale che in genere detengono 300-600 titoli.
Un altro elemento di appeal e che gli investitori esteri stanno tornando a guardare il mercato cinese con interesse, superate le paure della guerra commerciale, della regolamentazione e della pandemia. Ma anche gli investitori domestici hanno già cominciato a reinvestire, come dimostrano i flussi del Southbound Stock Connect (il programma che fa accedere al mercato di Hong Kong attraverso la Borsa di Shanghai). Parallelamente, si sta vedendo a livello asiatico un alleggerimento dell’overweight su India e Giappone, alla ricerca di mercati con valutazioni più compresse. Inoltre, le aziende cinesi hanno implementato politiche “shareholders friendly” dopo che il 12 aprile il Consiglio di Stato ha pubblicato un documento in cui ha indicato 9 punti per migliorare il mercato dei capitali cinesi; tra queste spiccano l’aumento dei dividendi, i miglioramenti nella corporate governance, il controllo dell’offerta di nuove azioni, l’incoraggiamento agli operatori ad incrementare l’equity allocation.
Guardando ai fondamentali dell’economia, ci sono peraltro segnali di miglioramento: i consumi si stanno riprendendo e la crescita del PIL cinese nel 1° trimestre si è attestata al 5.3%, sopra le attese del 4.8%. I consumi rimangono concentrati sui servizi (viaggi, ristoranti, etc), con le prenotazioni di viaggi durante le vacanze nel 2024 raddoppiate rispetto all’anno precedente. Il governo ha poi annunciato piani di supporto ai consumi indirizzati al settore auto e degli elettrodomestici. Le valutazioni, nonostante il recente rally, continuano ad essere compresse, e le aziende stanno implementando piani di buyback. Gli utili per azione delle società di internet e relative all’e-commerce stanno a loro volta risalendo: le stime di crescita degli utili per azione (EPS) a 3 e 5 anni di tali comparti nell'indice Msci China hanno registrato una tendenza al rialzo negli ultimi due anni e sono attualmente superiori a quelli dei titoli di largo consumo e alla media degli altri settori dell'indice.
In conclusione, per Ahern l’attuale rally potrebbe continuare perché c’è un chiaro supporto dagli acquisti da parte degli investitori statali, degli investitori globali che stanno ritornando e dell’economia in ripresa, con il supporto di valutazioni ancora a sconto e miglioramenti nelle aspettative sugli utili per le società Internet. (riproduzione riservata)