SustainabilityYHub cresce (+35%) con i partner Cucinelli, Marzotto e Marchetti
Il gruppo di soluzioni per la tracciabilità, con un turnover di 6 milioni di euro, beneficerà dell’ingresso di nuovi investitori tra cui la holding Foro delle arti, i venture fund gestiti da LionTree e Mavis del fondatore di Yoox

YHub cresce, lavora per consolidarsi come polo integrato di competenze, metodo e tecnologia per il green e non esclude l’ingresso di nuovi investitori. Al gruppo italiano, specializzato nelle soluzioni per la tracciabilità e la transizione sostenibile dell’industria della moda e del lusso, fanno capo le società benefit Process factory (realtà basata a Firenze attiva con il sistema 4sustainability per il miglioramento delle performance di sostenibilità), The Id factory (Bcorp vicentina di soluzioni digitali per la tracciabilità) e Ympact (gestione dei dati d’impatto). Già a giugno scorso YHub ha visto l’ingresso nella compagine societaria di cinque investitori (per l’8% del capitale totale), ovvero Foro delle arti, la holding di Brunello Cucinelli, Matteo Marzotto, Claudio Rovere, founder & ceo di Holding industriale, di venture fund gestiti dalla banca d’affari globale LionTree e di Federico Marchetti, già fondatore di Yoox, attraverso Mavis.
La guida di YHub, che conta un team di 65 professionisti, supportando oltre 3mila aziende, collaborando con più di 50 brand e mappando oltre 80mila fornitori in 22 paesi, rimane in mano ai soci fondatori Francesca Rulli, Massimo Brandellero (di maggioranza) e Cristian Iobbi. La holding ha l’obiettivo di accompagnare i marchi e le imprese nella realizzazione di progetti di sostenibilità e tracciabilità, come le nuove normative europee sull’ecodesign, sulla due diligence delle supply chain, sulla responsabilità estesa del produttore e sul reporting di sostenibilità. «Siamo felici di aver creato un modello e una piattaforma tutta italiana che rappresenta un unicum nel nostro paese integrando i processi», ha spiegato a MFF Francesca Rulli, ideatrice di 4sustainability e amministratrice di YHub, proseguendo: «L’Italia è un esempio virtuoso e i brand scelgono YHub per due macro obiettivi normativi, la due diligence di filiera e per prepararsi per l’adozione del digital product passport».

La stessa imprenditrice ha poi parlato dei risultati e degli obiettivi futuri. «Nell’anno appena concluso siamo cresciuti del 35% a livello di fatturato a circa 6 milioni di euro e con i conti in attivo e un ebitda interessante. L’attenzione da parte dei cinque investitori è per noi motivo di orgoglio non solo per il loro endorsement al progetto, ma soprattutto perché hanno compreso di essere a supporto di un cambiamento. Non è escluso che nelle prossime settimane possano aggiungersi a YHub ulteriori partner». Tra i progetti recenti del polo quello del programma 4S planet di Process factory che monitora l’impatto su materie prime, energia e logistica, con l’annuncio, il mese scorso, che cinquanta aziende italiane della filiera moda hanno intrapreso un percorso concreto per ridurre le proprie emissioni di Co2. Quattro le aree di intervento, dal ritorno della produzione in Italia alla scelta del trasporto navale invece che aereo, dall’installazione di pannelli solari all’elettrificazione dei processi. (riproduzione riservata)