SustainabilityRegno Unito, accuse di campagne greenwashing per Calvin Klein, Adidas e Uniqlo
L’Asa-Advertising standards authority, che regola la pubblicità in Inghilterra, vieta le adv dei tre marchi per la promozione di prodotti riciclati dopo che gli inserzionisti non sono stati in grado di dimostrare le loro affermazioni in ambito ecologico
L’Asa-Advertising standards authority dice stop alle false dichiarazioni green. L’organismo inglese di controllo della pubblicità ha vietato gli annunci a pagamento su Google che pubblicizzano scarpe e abbigliamento «riciclati» e «biologici» di Adidas, per quanto riguarda le scarpe da corsa, Calvin Klein, con top di provenienza responsabile, e Uniqlo, per cappotti e giacche in pile. A far scattare il campanello d’allarme è stata l’impossibilità di questi marchi di comprovare le affermazioni divulgate, con il rischio di veicolare informazioni scorrette a potenziali consumatori.
Dopo che l’Asa ha contestato ciascuna di queste affermazioni, Adidas ha affermato di non gestire una gamma autonoma di calzature riciclate, ma che gli acquirenti avrebbero inteso che la scarpa fosse fatta da materiali derivati da fonti riciclate che variano a seconda del prodotto. Mentre Calvin Klein ha affermato che i consumatori avrebbero capito che si parlasse solo di alcuni capi della collezione realizzati con materiali sostenibili. Infine, Uniqlo ha dichiarato che la sua pubblicità lasciasse intendere che le giacche e i cappotti in pile erano realizzati in misura significativa utilizzando materiali riciclati.
Il Regno unito, nonostante le giustificazioni dei brand, non permette l’uso della parola «riciclato» a meno che il capo non sia realizzato al 100% da materiali di recupero e afferma che se si pubblicizzano dichiarazioni ambientali, allora queste devono essere supportate. «È importante che le persone possano fidarsi delle affermazioni ambientali che vedono nelle pubblicità», ha affermato il direttore dei reclami e delle indagini dell’Asa, Miles Lockwood. «Quando si usano termini assoluti, la base di tali affermazioni deve essere chiaramente spiegata e adeguatamente supportata da prove. Senza questo, c’è il rischio che le persone possano essere ingannate». Gli ultimi divieti emessi fanno parte di un’indagine più ampia sulle affermazioni green delle adv che ha toccato a dicembre anche le pubblicità di Nike, Superdry e Lacoste per le percentuali di sostenibilità ambientale dichiarate per i loro prodotti. (riproduzione riservata)
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