SustainabilityRuinart, sfida green tra upcycle e vitigni
Confezioni in fibre di legno, tappi con sughero riciclato e co-lab con artisti sensibili a tematiche ambientali per la maison de champagne del gruppo Lvmh
Ruinart spinge sulla sostenibilità. La maison de champagne del gruppo Lvmh sta completando la messa a dimora di 20 mila tra alberi e arbusti nei propri terreni, ded icando i 40 ettari dell o storico vigneto di Taissy al progetto pilota di biodiversità Vitiforestazione, realizzato con Reforest’Action e iniziato nel 2021. L’obiettivo dell’azienda appartenente alla divisione wines & spirits del colosso francese del lusso, in grado di generare 4,7 miliardi di euro nei primi nove mesi 2023, è quello di ripristinare l’armonia e la naturalità nel cuore del vigneto, garantendo al contempo condizioni di lavoro ottimali per i viticoltori.
«I dati scientifici, raccolti dal progetto, potranno essere condivisi in tutta la regione della Champagne a beneficio dei viticoltori che desiderano adottare questa pratica», afferma l’azienda. Il progetto fa parte del movimento Imagine, di cui la maison è uno dei primi membri, con l’obiettivo di riunire partecipanti di tutto il mondo per la conservazione e la rigenerazione delle foreste su larga scala.
Quello della riforestazione è uno degli ambiti di applicazione dei principi di sostenibilità di Ruinart che, dal 2020, ha dato il via a un cambiamento epocale nel packaging con second skin, soluzione ecosostenibile ideata per rivestire le proprie cuvées con un materiale interamente riciclabile composto al 100% di fibre di legno naturale, con una riduzione del 60% dei gas serra, rompendo con la consuetudine delle confezioni regalo e spingendo oltre il proprio approccio globale e ambientale.
Una svolta è in atto anche nei tappi, con l’introduzione del sughero interamente riciclato e con la decisione di sostituire i tappi a corona con quelli in sughero anche nelle fasi di affinamento in cantina della sua bollicina metodo classico Dom Ruinart 2010, premiato nel 2022 come miglior champagne. Una scelta che ha consentito di far maturare più a lungo lo champagne sui lieviti, ottenendo un vino più complesso.
Continua poi, sempre nel segno della sostenibilità, la collaborazione di Ruinart con gli artisti per il progetto Carte blanche. La scelta per l’anno in corso è ricaduta su Eva Jospin, che ha tratto ispirazione dalla regione della Champagne e dal patrimonio della maison per creare un’installazione in cartone che si presenta come un paesaggio scultoreo. Infine, il pioniere della land art Nils-Udo ha realizzato i suoi iconici nidi all’interno delle proprietà della maison con la funzione di veri e propri habitat per le specie animali e vegetali. (riproduzione riservata)