SustainabilityRino Mastrotto lancia Hearth, pelle che riduce del 91% il consumo di acqua. Investiti 10 milioni
Il gruppo conciario veneto da 342 milioni di turnover, controllato da Renaissance partners, rafforza così il suo impegno nella sostenibilità. Nei piani, una nuova acquisizione nel distretto di Santa Croce
Rino Mastrotto investe sulla sostenibilità e lancia il progetto Hearth, una nuova tipologia di pelle che garantisce gli stessi standard di qualità del materiale tradizionale, ma con un impatto ambientale significativamente ridotto. Ma non solo. Il gruppo conciario veneto d’alta gamma da 342 milioni di euro di fatturato 2024 e 75 milioni di euro di ebitda, dal 2020 di proprietà dalla società di investimento Renaissance partners (che ne detiene il 70%), si prepara a inaugurare a settembre prossimo i nuovi headquarter di Trissino (Vicenza), dove saranno ospitate sia le attività conciarie sia quelle finanziarie, frutto di un investimento di 7 milioni di euro. Inoltre, il gruppo che in Toscana controlla già la conceria Nuova Osba, ha nei piani due ulteriori acquisizioni ancora top secret, di cui una relativa a una conceria nel distretto pisano del cuoio, che sarà probabilmente annunciata entro fine mese.
Una strategia che rafforza il percorso di diversificazione iniziato negli scorsi anni per consolidarsi sempre più come piattaforma produttiva per i brand del lusso e che ha già portato alle acquisizioni di realtà come Tessiture Mariani (prodotti tessili premium), Morellino (stampatura, laminatura e stampa digitale), Morelab (laboratorio innovativo di stampa), Mapel group (nastri, inserti e accessori per il mercato del lusso) e Imatex (tessuti di qualità per l’arredamento). Tornando a Heart considerato un brevetto unico e già in fase di registrazione del marchio, secondo uno studio Lca (cradle-to-gate) per ogni metro quadrato di pelle si risparmiano 38 litri di acqua (rispetto alla tecnica tradizionale di Rino Mastrotto), con una riduzione del 91% del consumo di acqua e del 23% del consumo di chimici nelle fasi di riconcia, tintura e ingrasso.
La produzione di questa pelle comporta anche una diminuzione del 22% per le emissioni di CO2eq e un taglio del 25% nell’impatto relativo all’uso di risorse fossili, nelle fasi di riconcia, tintura e ingrasso. Per Hearth, l’azienda ha investito, tra macchinari e ore di lavoro in un arco di oltre quattro anni, 10 milioni di euro. Come ha spiegato a MFF Matteo Mastrotto, ad di Rino Mastrotto: «La forza di Hearth è stata mettere insieme il conciatore e chi fa le macchine. Per noi, si tratta di un cambio di paradigma totale, il risultato è davvero importante e vogliamo arrivare a comunicarlo anche al consumatore finale». (riproduzione riservata)