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Pvh corp batte le attese nel secondo trimestre con ricavi a -3%, ma delude la guidance sull’utile

Il gruppo statunitense proprietario di Calvin Klein e Tommy Hilfiger ha chiuso il periodo a quota 2,1 miliardi di dollari. Per l’esercizio 2026, la società prevede un eps rettificato con un midpoint di 11,95 dollari, inferiore al consensus di 12,08 dollari

di Camilla Santacroce
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La campagna denim fall 2026 di Calvin Klein (courtesy Calvin Klein)
La campagna denim fall 2026 di Calvin Klein (courtesy Calvin Klein)

Pvh corp contiene la flessione dei ricavi. Il gruppo statunitense, proprietario dei marchi Calvin Klein e Tommy Hilfiger, ha riportato nel secondo trimestre un fatturato di 2,1 miliardi di dollari (pari a 1,81 miliardi di euro al cambio di oggi), con un calo del 3% a valuta costante. Un risultato migliore rispetto alla diminuzione del 4-5% prevista dalla società, ma in linea con le previsioni degli analisti.

L’utile per azione rettificato si è attestato a 3,7 dollari (circa 3,19 euro), superando nettamente il consensus di 3,08 dollari (2,65 euro) e i 2,52 dollari (2,17 euro) registrati nello stesso periodo dell’esercizio precedente. Il margine operativo rettificato è salito all’11,1% dall’8,2% di un anno prima, beneficiando per circa 510 punti base dei rimborsi relativi ai dazi. Su base Gaap, invece, Pvh ha registrato una perdita netta di 102,9 milioni di dollari (circa 88,5 milioni di euro). Il risultato ha risentito della svalutazione dell’avviamento da 439 milioni di dollari (circa 378,2 milioni di euro), con una perdita per azione di 2,23 dollari (1,92 euro), contro i 4,63 dollari (3,99 euro) dell’anno precedente. 

«Nel secondo trimestre abbiamo mantenuto un’esecuzione disciplinata del piano Pvh+ e superato le nostre aspettative di redditività», dichiara il ceo Stefan Larsson. Il manager ha sottolineato la crescita del canale diretto nelle Americhe e nell’area Asia-Pacifico, il miglioramento dell’Emea e l’aumento dell’e-commerce per entrambi i marchi. A livello geografico, le Americhe hanno registrato un calo dei ricavi dell’1%, mentre l’area Asia-Pacifico è cresciuta del 3%. L’Emea ha invece segnato un -6%, penalizzata dalla debolezza della domanda in Medio Oriente e dal più ampio contesto macroeconomico. Tommy Hilfiger è rimasto sostanzialmente stabile, mentre Calvin Klein ha registrato una flessione del 7%.

Per l’intero esercizio 2026, Pvh ha confermato la guidance sui ricavi e sul margine operativo, mentre prevede un utile per azione rettificato compreso tra 11,8 e 12,1 dollari (10,17 e 10,42 euro), rispetto agli 11,4 dollari (9,82 euro) del 2025. Il midpoint di 11,95 dollari (10,3 euro) è tuttavia inferiore al consensus degli analisti, pari a 12,08 dollari (10,41 euro). Per il terzo trimestre, il gruppo prevede ricavi in calo a una cifra bassa e un utile per azione rettificato tra 2,5 e 2,65 dollari (2,15 e 2,28 euro). (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/09/2026 10:30
Ultimo aggiornamento: 03/09/2026 13:02
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