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Pechino alza la voce contro la nuova legge del fast fashion francese

Il governo cinese minaccia possibili contromisure dopo l’entrata in vigore delle penalizzazioni europee sulla moda ultra-veloce, in vigore da settembre. Nel mirino ci sono soprattutto marchi come Shein e Temu

di Giada Speri
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Gli uffici di Shein a Singapore (ph Imagoeconomica)
Gli uffici di Shein a Singapore (ph Imagoeconomica)

Il Parlamento francese mette Pechino alle strette. La Cina minaccia di adottare contromisure nei confronti del governo d’Oltralpe in risposta al provvedimento entrato in vigore martedì 1° settembre. Quest’ultimo introduce penalizzazioni economiche per i prodotti dell’ultra-fast fashion che potranno arrivare fino a 19,50 euro per articolo entro il 2030, con un tetto massimo fissato al 50% del prezzo al netto delle imposte. 

La misura, parte della legge contro la moda veloce approvata lo scorso luglio, amplia il pacchetto di restrizioni della Francia. Per questo motivo, il Ministero cinese del commercio ha per la prima volta criticato la normativa europea, sostenendo che possa penalizzare in modo discriminatorio le imprese del Paese e trasformarsi in una barriera mercantile. Inoltre, lo stesso governo del Dragone ha dichiarato che si riserva di adottare misure necessarie per tutelare gli interessi delle proprie aziende. 

La nuova presa di posizione arriva nel momento in cui il percorso legislativo francese diviene concreto e effettivo dopo un lungo iter di tentato smantellamento delle dinamiche del fast fashion. Colossi come Shein e Temu sono, senza dubbio, tra gli operatori più esposti alla nuova legge, nonostante la normativa non sia rivolta direttamente alle aziende cinesi. Ed è proprio qui il nodo del confronto. La normativa presentata dalla Francia, come strumento di politica ambientale e di regolamentazione del settore, viene interpretata dalla Cina come una misura con effetti discriminatori sulle proprie imprese.

La vicenda potrebbe assumere una portata molto più ampia rispetto al singolo Paese ora coinvolto. Se il modello legislativo di Parigi dovesse essere replicato in altre nazione europee, l’impatto potrebbe diventare molto più rilevante per l’intero mercato dell’Europa. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/09/2026 12:33
Ultimo aggiornamento: 03/09/2026 12:42
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