BeautyIntercos, L Catterton cede il 6,2% e incassa 81 milioni. Il fondatore Dario Ferrari resta il socio di riferimento
Operazione di accelerated bookbuilding da 81 milioni di euro per il veicolo CP7 Beauty Luxco, storico socio che cede il 6,2% della partecipazione nel colosso italiano del beauty
CP7 Beauty Luxco, veicolo lussemburghese controllato da L Catterton (nato dalla fusione tra Catterton Partners e le attività di investimento di Lvmh e del Gruppo Arnault) ha collocato sul mercato 6 milioni di azioni Intercos attraverso un accelerated bookbuilding, per un controvalore di 81 milioni di euro con uno sconto (termini finali) del 7,97% rispetto al prezzo di chiusura del giorno precedente (13,8 euro). La società della bellezza, specializzata nella ricerca, sviluppo e produzione di cosmetici per i grandi marchi internazionali, è guidata dall'amministratore delegato Renato Semerari.
Giovedì 3 settembre il titolo cede il 6,3% a 12,92 euro dopo l’operazione.
Le banche
L'operazione, seguita da Ubs, Jefferies e Bnp Paribas, riguarda circa il 6,2% del capitale di Intercos. CP7, che prima dell'ABB deteneva 12,85 milioni di azioni, pari al 13,33% del capitale, scende così a circa 6,85 milioni di titoli, corrispondenti a poco più del 7%.
Si tratta dunque di una nuova cessione parziale da parte di L Catterton, storico investitore di Intercos. L'ingresso risale al dicembre 2014, quando il fondo statunitense Catterton acquisì, attraverso CP7 Beauty Luxco, il 43% del capitale di Intercos. L'operazione si inserì in un riassetto dell'azionariato che coinvolse anche Tamburi Investment Partners, che cedette alla holding della famiglia Ferrari la propria partecipazione in Dafe 4000.
- Leggi anche: Intercos accelera: ordini record a luglio, M&A nel mirino. Parla il ceo Renato Semerari
L’ipo a 12,5 euro
A Piazza Affari Intercos è arrivata nel 2015, con un prezzo di collocamento di 12,50 euro. Da inizio anno il titolo ha guadagnato circa il 26%, raggiungendo prima dell'Abb i 13,80 euro e una capitalizzazione di circa 1,3 miliardi di euro.
Il fondatore Ferrari resta al controllo
Dopo il collocamento, l'azionariato resta concentrato. Il fondatore Dario Gianandrea Ferrari, attraverso Dafe 4000 e Dafe 5000, detiene complessivamente il 48,64% del capitale, mentre mentre Gic è al 6,26%.
L'operazione aumenta quindi il flottante disponibile sul mercato e riduce ulteriormente il peso del socio finanziario storico, che resta comunque azionista rilevante di Intercos.
Conti in miglioramento nel primo semestre
Quanto ai conti, i ricavi del primo semestre 2026 sono stati pari a 512,5 milioni di euro, in calo del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025 a cambi correnti (-0,5% a tassi costanti), ma il secondo trimestre ha segnato il miglior risultato della storia del gruppo per vendite, con 285,1 milioni, in crescita del 4% (+4,9% a tassi costanti).
Nel trimestre l’ebitda rettificato ha raggiunto il record di 47,5 milioni, in aumento del 5%, mentre nel semestre si è attestato a 72,6 milioni (-2,6%), con margine stabile al 14,2%. Soprattutto, l'utile netto rettificato è salito del 33% a 27,6 milioni di euro, mentre l'utile netto è cresciuto del 43,8% a 23,9 milioni. A fine giugno la posizione finanziaria netta era scesa a 122,7 milioni, dagli oltre 134 milioni di un anno prima, con leva finanziaria a 0,80 volte. Il gruppo ha inoltre indicato un robusto portafoglio ordini e attese di accelerazione della crescita nella seconda metà dell'anno. (riproduzione riservata)
- Mostra l'andamento del titolo Intercos in borsa dall'IPO e confrontalo con l'andamento del settore cosmetico.
- Genera un report programmato per monitorare l'andamento finanziario di Intercos e le operazioni di acquisto e cessione azioni.
- Quali sono le implicazioni di un aumento del flottante per la quotazione di un'azienda in borsa?