SustainabilityPer Standard ethics ci sono Adidas e Burberry in vetta nei rating Esg
La società che emette valutazioni di sostenibilità ha aggiornato i dati nel settore fashion & luxury. Il 50% delle società europee quotate in borsa prese a campione vanta un buon grado di attenzione alle tematiche ambientali e governance
Standard ethics ha reso noti i rating Esg aggiornati delle 20 maggiori aziende europee quotate del settore moda e lusso. Allo stato attuale, il 50% delle società del campione possiede un grado di sostenibilità completo, con un rating EE- o superiore. Il restante 50% non ne ha piena consapevolezza. In cima alla classifica il gigante sportswear Adidas (EE) e la casa di moda britannica Burberry (EE), entrambe con un’ottima conformità ai rating.
In linea generale, il settore si conferma sensibile alla sfera ambientale e alle indicazioni di Onu, Ocse e Ue, con crescente attenzione alla circolarità. Gli sforzi sulla sostenibilità sono tangibili, talvolta eccessivamente focalizzati su singoli prodotti, meno sul retroterra aziendale, come la catena di fornitura. Per esempio in relazione ai temi sociali come diritti umani, sicurezza e condizioni di lavoro. Sebbene sia questa la prima grande sfida del settore manifatturiero europeo, permane anche nell’ambito della governance la necessità di allinearsi, in molti casi, ai principi di corporate governance dell’Ocse.
Buoni risultati anche per Richemont, il conglomerato svizzero attivo nei settori della gioielleria e degli articoli di lusso che ha in portafoglio marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels e Montblanc, che presenta un livello di conformità adeguato ai rating di sostenibilità (EE-) rivedibile nel prossimo calendario trimestrale pubblicato sul sito di Standard ethics3 in data 26 novembre.
Molte altre aziende del settore fashion & luxury europeo vantano una buona conformità ai rating, dal gruppo Prada a Moncler, da Brunello Cucinelli a Hugo Boss e Puma, senza tralasciare il colosso del fast fashion H&M, tutti con un rating pari a EE-. Altri gruppi come Capri holdings, Hermés, Lvmh, Salvatore Ferragamo, Ermenegildo Zegna e Swatch posseggono un livello basso di conformità ai rating (E+).
L’effetto dei recenti dazi sul mercato internazionale potrebbe generare effetti negativi sulle politiche di sostenibilità ambientale. Le distorsioni del mercato indotte da tali misure potrebbero condurre a inefficienze economiche e a un utilizzo meno oculato delle risorse. La tentazione, per alcuni Paesi, di abbassare i propri standard ambientali per mantenere la competitività sui mercati internazionali rappresenta un pericolo per la salute del pianeta. La tutela degli azionisti di minoranza e del mercato resta comunque fattore di garanzia per la sostenibilità di un’impresa. (riproduzione riservata)