SustainabilityModa green, investire nelle materie prime per aumentare il profitto fino al 6%
In pochi anni saranno introdotte oltre 35 norme legate alla sostenibilità il cui mancato rispetto da parte delle società del fashion & luxury comporterà, secondo Bcg, Textile exchange e Quantis, la perdita dell’8% dell’ebit
Per le aziende di moda e lusso la sostenibilità non è più solo una questione strategica. In un futuro non troppo remoto si rivelerà una scelta oculata anche dal punto di vista finanziario. Nei prossimi quattro anni il settore vedrà infatti l’introduzione di oltre 35 norme legate alla sostenibilità a livello globale per limitare le importazioni di prodotti, creare linee guida per il design dei prodotti e stabilire i requisiti per l’etichettatura. Norme che non andranno sottovalutate. Pena, secondo un nuovo studio di Bcg-Boston consulting group, il mancato accesso ai mercati e la perdita fino all’8% dell’ebit generato.
Realizzata in collaborazione con Textile exchange e Quantis, l’analisi illustra in particolare il ruolo essenziale delle materie prime per accelerare il percorso di decarbonizzazione della fashion industry, dal momento che queste costituiscono fino a due terzi dell’impatto climatico di un marchio di moda. Assicurare alle aziende l’accesso a materiali sostenibili è urgente, tuttavia, data l’attuale mancanza di economie di scala, Bcg stima che nel 2030 solo il 19% dei materiali prodotti sarà sostenibile e la domanda di materie prime green nella moda potrebbe superare l’offerta di 133 milioni di tonnellate, pari a più di sei volte la produzione di questi materiali in India nel 2021.
«Le aziende del settore affrontano oggi una doppia sfida, ovvero raddoppiare gli sforzi per ridurre le emissioni di carbonio e, al tempo stesso, adattarsi velocemente alle normative in arrivo», osserva Guia Ricci, managing director e partner di Bcg. «Il successo su entrambi i fronti richiede una strategia strutturata che non solo prenda in considerazione la necessità di materie prime sostenibili, ma che sia in grado di garantirne la fornitura per il futuro».
Queste realtà dovranno quindi preoccuparsi di aumentare significativamente la quota di materie prime preferibili all’interno del proprio portafoglio. Stando agli esperti, investire in materiali sostenibili colmando questo gap potrebbe portare a un aumento del profitto netto del 6% su un periodo di cinque anni. «Un brand di moda con 1 miliardo di euro di entrate annuali ha il potenziale per sfruttare un’opportunità cumulativa di circa 100 milioni di euro in cinque anni», conclude lo studio. (riproduzione riservata)